Aveva un’abitazione di proprietà a Breo, ereditata dai genitori insieme al fratello. Una pensione di invalidità, da 900 euro al mese. Una serie di risparmi bancari, abbastanza da consentirle di vivere dignitosamente. Tutto in fumo nel giro di un paio d’anni per colpa, dice lei, di una persona che credeva amica. La triste vicenda di una 53enne affetta da turbe psichiche comincia nel 2016, quando tramite un’altra paziente del Centro di salute mentale di Mondovì aveva conosciuto R.C., l’attuale imputata. La presunta vittima era seguita dai Servizi psichiatrici fin dal 1991, con una diagnosi di schizofrenia. Sarebbe stato allora che la donna, una savonese residente a Cuneo, avrebbe incominciato a irretirla: «All’inizio – spiega la parte offesa – mi voleva bene e mi aiutava quando stavo male. Dopo ha cominciato ad angariarmi in tutti i modi: insulti, minacce. Mi ha fatto vendere casa dicendo che non potevo più stare sola...
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