Francesca, 20 anni e… malgara da una vita: «La montagna d’estate è uno spettacolo»

Bastiese, giovanissima, ma con le idee chiare e i piedi per terra. «Questo, un lavoro da uomini? Non credo. Da quando sono nata ho trascorso le mie estati in alpeggio. Ogni volta ancora mi emoziono»

L’aria di montagna, il vento, i cieli limpidissimi e i temporali improvvisi, il profumo dell’erba, i prati in fiore, il suono dei campanacci tra i pascoli… fanno parte da sempre della sua vita. Francesca Porta, 20 ancora da compiere, è praticamente cresciuta in alpeggio, ad Acceglio, dove la sua famiglia porta le mucche ogni estate. Quei posti sono diventati per lei una seconda casa. «Fin da piccoli, io e mio fratello trascorrevamo tutta l’estate in alpeggio, provando a fare i malgari, poi siamo cresciuti ed abbiamo iniziato a “fare sul serio”. La montagna nella bella stagione è senza dubbio la parte più suggestiva del nostro lavoro» ci racconta, emozionata, lei che dopo essersi diplomata all’Istituto agrario di Mondovì ha deciso senza tentennamenti di restare “in casa”, per lavorare nell’azienda agricola di suo papà Dario, che la famiglia manda avanti ormai da cinque generazioni, al Villero di Bastia. «Tutti dicono che questo sia un lavoro da uomini? Io non credo, le opportunità e gli ambiti sui quali focalizzarsi sono tanti, diversi tra loro e molto interessanti e stimolanti. A casa abbiamo quasi 500 animali: vacche, vitelli, tori. Poi c’è tutto il lavoro che riguarda la cura dei campi. Bisogna seminare, fare il fieno, irrigare. Nel nostro lavoro non ci si annoia proprio mai – prosegue Francesca –. Qualche anno fa sognavo di vivere ogni istante sui miei pascoli, in alpeggio, poi purtroppo ho capito che non è sempre possibile. Mentre gli animali sono in montagna infatti la vita dell’azienda agricola prosegue “in pianura”, nei campi: bisogna dividersi i compiti. C’è anche un sacco di burocrazia da seguire, ci sono pratiche da espletare, scadenze da rispettare – aggiunge –. Io comunque, appena posso, mollo tutto e scappo in montagna. Con l’arrivo della stagione fredda invece gli animali tornano in pianura. Li lasciamo all’aperto nei prati, finché non nevica o fino a quando le temperature non diventano troppo rigide, poi li spostiamo nella stalla, per l’inverno. A questo punto inizia un altro periodo dell’anno per me fantastico, io lo chiamo il periodo dei “bimbi piccoli”, quello delle nascite. Quasi ogni giorno ci sono nuovi arrivati, tutti bellissimi».

«La partenza per gli alpeggi… una festa per noi e per gli animali»
«La montagna è la parte migliore del nostro lavoro di allevatori, ma anche gli animali sono contenti di partire e capiscono che sta arrivando il momento della festa – racconta Francesca, emozionata al solo pensiero –. Ogni primavera, quando in stalla iniziamo ad allacciare i campanacci al collo delle vacche, ci accorgiamo chiaramente che sono contente, c’è euforia. Scalpitano, si vede che sono felici. Salgono di corsa sul camion e non vedono l’ora di arrivare. Una volta ad Acceglio è uno spettacolo: scendono dal rimorchio e iniziano a correre tra i prati». L’azienda Porta di Bastia è tradizionalmente legata all’allevamento e alla produzione di carne della razza autoctona più pregiata, la Piemontese, ma Francesca sa bene che la diversificazione e le nuove idee possono portare nuova linfa in futuro e permettere magari di ampliare ancora una realtà già ben consolidata. «Sono curiosa e mi piace imparare. Voglio provare un po’ tutti gli aspetti ed i mestieri legati al nostro ambito – spiega –. Ho lavorato infatti in macelleria, sono molto attratta dalle prospettive che offrono gli agriturismi e la scorsa estate ho trascorso i mesi centrali della stagione in una realtà “di nicchia” nella produzione di formaggi di alta qualità al Sestriere. Se in futuro dovessero esserci le giuste opportunità, voglio farmi trovare pronta».

Francesca con Dario, suo papà, in alpeggio
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