«Il “mio” Festival di Sanremo da Lady Chef… un’emozione unica»

La carrucese Silvia Facello si è occupata dei pasti vip a Casa Sanremo: «Artisti “blindati”. Il menù? Dalle seppie alle cime di rapa»

Silvia Facello (in alto sinistra) con le colleghe Caterina Quaglia e Silvana Musej nella foto ricordo assieme al cantante cuneese Matteo Romano

Tra le 30 “Lady Chef” che si sono occupate dei pasti per i vip a “Casa Sanremo”, durante l’appena terminato Festival, c’era anche la “nostra” Silvia Facello titolare del ristorante “Redibis” di via Mazzini a Carrù. Lady Chef Italia, ovvero la sezione femminile della Federazione Italiana Cuochi, l’ha scelta settimane fa per fare parte di questa squadra che durante quasi una settimana (dal 31 gennaio al 5 febbraio) ha cucinato i menù riservati ai circa 160 artisti e addetti ai lavori. L’abbiamo contattata al suo rientro.

Silvia, raccontaci le tue impressioni.

«È stata un’esperienza bellissima. Una stupenda occasione per incontrarci noi “lady chef” provenienti da tutta Italia. Ho avuto modo di confrontarmi e collaborare con una trentina di colleghe. I menù di “Casa Sanremo” erano regionali. Abbiamo preparato specialità del Veneto, della Liguria, Basilica, Puglia e Calabria, a rotazione. Non lavoravamo tutte insieme per motivi di sicurezza, ovviamente per non creare assembramenti. Eravamo organizzate in turni. È stato anche questo un modo di scambiarci le proprie ricette, della propria regione di appartenenza.

Come eravate organizzate? E quali sono stati i piatti che tu hai preparato?

Noi avevamo ricevuto un pass a fasce orarie: c’era il turno del mattino dalle 9 alle 15,30, e il turno della sera che andava dalle 17,30 fino a mezzanotte. Questo pass si attivava con l’app di “Casa Sanremo”, automaticamente in base ai nostri turni. Io mi occupavo principalmente degli aperitivi con la preparazione di numerosi “finger food”. Quando toccava al menù regionale ligure, ho preparato seppie in zimino. E con il menù pugliese mi sono occupata delle bombette ripiene con accompagnamento di cime di rapa.

Hai avuto qualche incontro speciale?

Gli artisti erano praticamente blindati nei loro alberghi perché dovevano evitare i contatti il più possibile per la questione legata al contagio Covid, ma la signora che ci ospitava nel suo affittacamere ci ha spiegato che, prima dell’emergenza sanitaria, gli artisti erano invece soliti intrattenersi durante i momenti conviviali. I cantanti purtroppo non potevano essere liberi di girare, ma ho potuto incontrare Gianni Morandi, mi ha colpito molto, si vedeva che era tanto felice di stare in mezzo agli altri.

Come vi siete lasciate con le altre colleghe da tutta Italia?

Con la speranza di rivederci presto. Alcune del gruppo parteciperanno ai campionati di cucina italiana a Rimini a marzo. Noi comunque resteremo in contatto con i vari webinar per la formazione continua. Uno sponsor di San Remo mi ha proposto poi di fare uno show cooking nella loro cucina con il bollito, ci saranno anche chef stellati in collaborazione. Io ho voluto sottolineare che mi occupo di una cucina casalinga e, proprio per questo, hanno apprezzato il mio operato.

Ti mancherà questa esperienza?

Sono stata felicissima di fare parte di questo stupendo progetto. Ero agitata inizialmente perché non pensavo di essere all’altezza, invece confrontandomi con le colleghe e dividendoci i compiti è stato bello. Il gioco di squadra mi ha permesso, da una parte, di crescere e dall’altra di diffondere le mie conoscenze locali. Quando tutto è terminato, la prima sera dopo la chiusura di “Casa San Remo”, sentivo come se mi mancasse qualcosa. Mi manca la loro compagnia e la loro collaborazione. Perché questa è un’esperienza che mi ha lasciato moltissimo.