La Russia lancia l’attacco in Ucraina: è iniziata la guerra

Putin: «Conseguenze per chi interferisce». La Nato: «Difenderemo i nostri alleati»

La Russia lancia l'attacco in Ucraina: la foto che mostra un'esplosione nella capitale Kiev diffusa dal governo ucraino (Ansa)

La Russia lancia l’attacco in Ucraina: è iniziata la guerra. Le operazioni militari russe in Ucraina stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso. L’incubo di un’altra guerra in Europa sta diventando purtroppo una realtà, dopo l’annuncio, nella notte, del presidente russo, Vladimir Putin, dell’inizio delle operazioni militari. Obiettivo ufficiale la difesa dei separatisti delle province orientali filorusse dell’Est, anche se la malcelata intenzione del premier russo è di fatto quella di rovesciare il governo ucraino.

«Ho preso la decisione per un’operazione militare nel Donbass», ha detto Putin in una dichiarazione a sorpresa in televisione nella notte. Un discorso in cui il presidente russo ha anche invitato i soldati ucraini a deporre le armi e soprattutto minacciato di ritorsioni eventuali intromissioni esterne. Nel giro di mezz’ora, esplosioni sono state segnalate a Kiev e in numerose città, è stato accertato che l’operazione sta avvenendo passando anche dalla Bielorussia. La superpotenza russa ha concentrato quasi 200 mila uomini e mezzi pesanti al confine. L’invasione è cominciata, come detto, con un attacco alla capitale ucraina Kiev e con i soldati russi a Odessa.

La Russia lancia l'attacco in Ucraina

Numerose esplosioni sono state segnalate a Kiev e in altre città vicino alla linea del fronte e lungo la costa ucraina, ma anche a Odessa, sul Mar Nero, con sirene della polizia e delle ambulanze. Coinvolta anche Kharkiv, una grande città a 35 chilometri a sud del confine russo.

La Cnn parla di «centinaia di vittime» nell’attacco, non specificando se si tratta di morti o feriti. La Russia ribatte che sono stati colpiti solo obiettivi militari e non civili. «Abbiamo soppresso il sistema di difesa anti aerea dell’Ucraina con i nostri attacchi di precisione», a dirlo il Ministero della Difesa di Mosca in una nota. Altre forze russe stanno entrando in Ucraina dalla Bielorussia. Intanto Kiev chiede all’Onu di fermare Putin. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha chiesto soccorso su Twitter: «Putin ha lanciato un'invasione su larga scala dell'Ucraina. Le pacifiche città ucraine sono sotto attacco. Questa è una guerra di aggressione». Questo l’appello di Kuleba: «Il mondo deve agire immediatamente. È in gioco il futuro dell'Europa e del mondo», indicando la «lista delle cose da fare»: «Uno, sanzioni devastanti sulla Russia adesso, incluso lo Swift. Due, isolare completamente la Russia con tutti i mezzi, in tutti i formati. Tre, armi ed equipaggiamenti per l'Ucraina. Quattro, assistenza finanziaria. Cinque, assistenza umanitaria». Ha poi rivolto un messaggio «alla comunità ucraina nel mondo: Putin ha attaccato, ma nessuno sta scappando. L'esercito, i diplomatici, tutti stanno lavorando. L'Ucraina sta combattendo. L'Ucraina si difenderà. L'Ucraina vincerà». Kuleba ha poi chiesto agli ucraini di «diffondere la verità sull'invasione di Putin e chiede ai Governi di agire immediatamente».

La Nato, in una dichiarazione diffusa dal segretario generale, Jens Stoltenber, condanna con forza l'attacco ingiustificato della Russia contro l'Ucraina e chiede a Mosca “di fermare immediatamente la sua azione militare”. Inoltre, ribadisce il suo sostegno al popolo ucraino e riafferma che farà "tutto il necessario per proteggere e difendere i suoi alleati”.

Un “attacco ingiustificato della Russia all'Ucraina che causerà perdita di vite e sofferenza catastrofica”, lo ha definito il presidente americano Joe Biden. Ed è il pensiero anche del premier italiano Draghi: «L'Italia è vicina al popolo e alle istituzioni ucraine in questo momento drammatico. Siamo al lavoro con gli alleati europei e della Nato per rispondere immediatamente, con unità e determinazione». In una nota congiunta il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, dichiarano: «Deploriamo la perdita di vite umane e la sofferenza umanitaria. L'Ue e i suoi Stati membri sono pronti a fornire urgentemente una risposta di emergenza umanitaria. Chiediamo alla Russia di rispettare il diritto umanitario internazionale. L'Ue sostiene fermamente l'Ucraina e il suo popolo nell'affrontare questa crisi senza precedenti. L'Ue fornirà ulteriore assistenza politica, finanziaria e umanitaria».

Papa: giornata di preghiera e digiuno per la pace in Ucraina

“Prego tutte parti coinvolte perché sia astengano da ogni azione che provochi ancora più sofferenza tra le popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale”. È l’ennesimo appello per la pace in Ucraina, pronunciato dal Papa al termine dell’udienza mercoledì, la prima del ciclo di catechesi dedicato alla vecchiaia. “Nonostante sforzi diplomatici delle ultime settimane – ha denunciato Francesco – si stanno aprendo scenari sempre più allarmanti. Con me tanta gente nel mondo sta provando angoscia e preoccupazione. Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte. Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politica perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è il Dio della pace e non della guerra: il padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici”. Rivolgendo, poi, in appello a “credenti e non credenti”, il Papa ha proposto per il 2 marzo, Mercoledì delle ceneri, una Giornata di preghiera e digiuno: “Gesù ci ha insegnato che all’insensatezza diabolica della violenza si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. La Regina della pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.

Padre Michele Paliak, sacerdote ucraino che, per alcuni momenti del suo servizio pastorale, è stato anche a Bagnasco (dove è tutt'ora presente padre Alessio Budziak, anch'egli di origini ucraine), spiega in questo video la situazione del suo Paese.

 

 

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