L’iniziativa avrà il suo debutto l’8 marzo, con una serata teatrale al “Garelli” di Villanova M.vì, inclusa anche nel cartellone degli eventi dell’Università del Mondolè. Nel giorno della festa della donna saranno presentate nuove quattro panchine rosse, dedicate al tema del contrasto della violenza sulle donne, che saranno inserite in quattro Comuni dell’Unione del Mondolè, ovvero Villanova, Pianfei, Frabosa Soprana e Sottana. L’iniziativa, simbolo della sfida culturale alla violenza di genere, è curata dall’Associazione Pensionati Cisl, presieduta da Maria Teresa Garavagno a Villanova M.vì, e coordinata da Lina Simonetti, della segreteria provinciale dell’Associazione, che si occupa del coordinamento di genere. “Una panchina al mese perché un giorno solo non basta” è la proposta finalizzata a una sensibilizzazione che vada oltre alle ricorrenze canoniche dell’8 marzo e del 25 novembre: la questione femminile e della violenza di genere è attuale tutto l’anno. I Comuni coinvolti hanno fornito le panchine, lavorate dai pensionati Cisl con l’aiuto dei profughi ospiti del progetto Sai di Villanova e Roccaforte Lurisia. Alle 21 dell’8 marzo al teatro “Garelli” la presentazione ufficiale del progetto sarà celebrata con una serata teatrale, nel corso della quale ci saranno delle letture sul tema, alternate ai balletti della Scuola di danza Gravity. Interverrà alla serata anche Giuliana Turco, del Centro antiviolenza monregalese “L’Orecchio di Venere”. La panchina di Frabosa Sottana, verrà dedicata alla memoria di Martina Rossi, vittima giovanissima. Le altre tre, per volere di ciascuna Amministrazione, saranno dedicate alle tante donne che sono state vittime di violenza.Il dipinto della panchina villanovese sarà opera di Emilio Danaro, pittore villanovese. «Questa volta si è scelto – spiega Lina Simonetti, segretario dei Pensionati Cisl cuneesi ed “anima” del progetto – l’8 marzo in accordo con i Comuni coinvolti. Ma questo progetto è partito a settembre 2021 e ogni mese ha coinvolto un territorio. Vuole essere testimonianza di una sfida culturale che va oltre le ricorrenze. Una battaglia che non può essere estemporanea, non deve essere confinata nello spazio temporale di una ricorrenza ma deve coinvolgerci sempre». Il progetto presenta, oltre al fatto di essere slegato da una data precisa, altri due elementi fortemente peculiari ed identitari: l’estensione territoriale (si punta infatti a coinvolgere quanti più comuni possibili della nostra provincia) e la presenza determinante degli uomini. «La presenza attiva degli uomini in ogni tappa di questo percorso – prosegue Lina Simonetti – costituisce il valore aggiunto insieme al coinvolgimento delle scuole. La violenza di genere non è un problema solo delle donne ma riguarda anche, se non soprattutto, gli uomini. E poi, vanno sensibilizzati i giovani». «La panchina – riflette Adriano Bertolino, presidente Unione Mondolè - nel territorio del Comune rappresenta quel posto occupato da una donna che adesso non c’è più perché portata via dalla violenza. So che quest’iniziativa viene seguita anche da altri Comuni e mi auguro che tante altre Amministrazioni facciano lo stesso. Rappresenta, come dice bene il titolo del progetto, una data che deve essere ricordata sempre e non solo un giorno perché la violenza contro le donne non deve essere presente in nessun giorno dell’anno».
Quattro panchine rosse per l’Unione Montana del Mondolè
Il progetto dei Pensionati Cisl per la causa femminile