Peste suina: «Ok al depopolamento, ma ora deve partire la fase operativa»

Coldiretti chiede azioni concrete da parte di Regione e Provincia: l’obiettivo è abbattere 50 mila cinghiali per contrastare la diffusione del virus

Sono passati ormai 10 giorni dall’ordinanza regionale relativa al depopolamento dei cinghiali, ma mancano ancora gli strumenti applicativi affinché si possa veramente partire con le azioni di contenimento straordinarie e specifiche su tutti i territori. È quanto evidenzia Coldiretti Cuneo, rispetto alla situazione di stallo creatasi dopo la firma del provvedimento da parte del Governatore Alberto Cirio. Nello specifico, devono attivarsi in tempi rapidi sia la Regione sia la Provincia poiché la necessità rilevata da Coldiretti è di arrivare ad abbattere 50 mila cinghiali e contrastare il diffondersi della peste suina africana in Piemonte, dopo più di due mesi dal primo caso accertato. «È urgente che la Regione – dichiara Roberto Moncalvo, delegato confederale di Coldiretti Cuneo – dia dettagliate indicazioni operative per l’autocostruzione di gabbie e recinti di cattura, confermando che chiunque può montarli ma solo i soggetti abilitati possono procedere all’abbattimento dei capi catturati, ma anche che definisca i programmi e il profilo dei docenti per le attività di formazione, sia rispetto al corso di 3 ore sulla biosicurezza necessario per gli interventi nelle aree A1 e A2, sia per il corso di abilitazione dei soggetti attuatori del piano di depopolamento. Solo in questo modo Coldiretti potrà organizzare i corsi necessari. È, inoltre, opportuno che le Province si attivino per pubblicare la manifestazione di interesse per i soggetti abilitati alle azioni straordinarie di contenimento e predispongano strumenti di raccolta dei dati, entro le 12 ore dall’intervento, attraverso metodi rapidi ed efficaci con applicazioni di messaggistica su smartphone». «Le nostre imprese – conclude il direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu – non possono aspettare, è quanto mai indispensabile agire concretamente per affrontare questo momento di difficoltà legato alla peste suina, ma ulteriormente aggravato dagli sconvolgimenti di mercato, dalle speculazioni e dalla guerra».

Azioni possibili anche in Val Bormida, a Gottasecca, Monesiglio, Prunetto e Saliceto
Il depopolamento è attuabile anche nei Comuni prossimali alla zona infetta. Per il territorio piemontese quindi i provvedimenti riguardano Gottasecca, Monesiglio, Prunetto, Saliceto, Cortemilia, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Castelletto Uzzone, Bergolo, Bosia, Camerana, Castiglione Tinella, Castino, Cossano Belbo, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Levice, Mango, Rocchetta Belbo, Santo Stefano Belbo e Torre Bormida.