Garessio: si è spento Luigi Salvatico, reduce Alpino, ex deportato e medaglia d’Onore

Lo scorso 29 ottobre, nella “Fondazione Opera Pia Garelli” di cui era ospite, aveva festeggiato l’inviabile traguardo dei 102 anni

Il reduce Ana, artigliere del gruppo “Mondovì” – IV Reggimento Artiglieria da montagna – Divisione alpina Cuneense”, ex deportato e medaglia d’Onore Luigi Salvatico è andato avanti. Si è spento martedì 12 aprile. Lo scorso 29 ottobre, nella “Fondazione Opera Pia Garelli” di cui era ospite, aveva festeggiato l’inviabile traguardo dei 102 anni insieme agli altri ospiti, al personale e direttivo della struttura, al sindaco Ferruccio Fazio con l’assessore Pierandrea Camelia, al locale gruppo Alpini con il capo gruppo Giorgio Candussio e ai rappresentanti del gruppo Ana Ceva, tra cui il consigliere della Fondazione Crc Massimo Gula. La storia di Luigi Salvatico si inserisce nelle tristi e dolorose pagine della ritirata di Russia, intrecciandosi a quella del fratello Paolo. Nei primi giorni del ripiegamento, il 21 gennaio 1943, Luigi rincontrò il fratello. Subito si accorse che Paolo soffriva di un inizio di congelamento a un piede. Con l’aiuto dell’amico Andrea di Pamparato e del cugino Pierino, e utilizzando un mulo, riuscì a trascinarlo ancorché il fratello più volte lo avesse esortato a proseguire senza di lui. La sua costanza e ostinazione furono premiate il 4 febbraio a Belgorod, quando riuscì a caricare Paolo su una tradotta per l’Italia. Anche lui rimpatriò, circa un mese dopo, ma giunto in Italia fu avviato a un ospedale militare dove gli amputarono parte dell’alluce sinistro già in fase di congelamento. Dichiarato nuovamente abile, venne spedito al Brennero. Catturato dai tedeschi, dopo l’otto settembre 1943, finì in un campo di lavoro a Vienna assegnato, prima, a insaccare patate e segala, poi come aiutante in una cascina e infine a scavare trincee per ostacolare l’avanzata russa. Fatto prigioniero dai sovietici e riportato in Russia, rientrò in Italia solo a fine 1945.

I funerali saranno celebrati venerdì mattina 15 aprile alle 10 nella chiesa di santa Caterina al borgo Ponte, preceduti dalla recita del Rosario giovedì alle 19.30, sempre nella parrocchia di borgo Ponte. Lascia le figlie Delfina e Vilma, il fratello Lorenzo e gli amati nipoti Marco e Alessia a cui la comunità garessina si stringe in un affettuoso abbraccio.