Cigliè: 300 mila euro per rifare gli argini del fiume e la strada delle Ghiare

Contributo concesso dalla Regione, per ripristinare il lungo Tanaro tra Niella e Cigliè, danneggiato dalle ultime alluvioni. Il sindaco Ferrero: «Vogliamo proteggere sponde e terreni»

Il Tanaro e l'area esondabile delle Ghiare, dove è previsto l'intervento

La Regione Piemonte ha appena accordato un contributo da 300 mila euro per la sistemazione e messa in sicurezza degli argini del Tanaro, in un tratto compreso tra il territorio del Comune di Cigliè e quello di Niella Tanaro. «I fondi si riferiscono al lungo-fiume in località Ghiare – spiega il sindaco di Cigliè, Adriano Ferrero –. Un tratto particolarmente danneggiato dalle diverse alluvioni susseguitesi dal 2016 al 2020, che coinvolge anche una strada interpoderale, numerosi terreni agricoli e alcune attività produttive. In riferimento ai danni subiti nel 2016, avevamo già richiesto sovvenzioni e ci erano arrivati 150 mila euro per un intervento iniziale, poi però le alluvioni 2019 e soprattutto 2020 hanno ulteriormente peggiorato la situazione. L’argine ora deve essere completamente rifatto, la strada delle Ghiare va ricostruita e lo scorrimento del fiume va ripristinato con una serie di interventi di movimentazione del materiale in alveo». L’anno scorso le parti in causa avevano compiuto una serie di sopralluoghi, ad uno dei quali avevano partecipato, insieme ai sindaci di Cigliè e Niella, anche l’assessore regionale Marco Gabusi e il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia, che avevano così preso coscienza di una situazione “al limite”, sulla quale era necessario intervenire con tempestività. Il progetto generale approvato dalle due Amministrazioni comunali prevede una spesa totale di 870 mila euro, ma i 300 mila della Regione accordati consentiranno di iniziare a lavorare. Alla somma in arrivo vanno inoltre aggiunti 100 mila euro di contributi comunali congiunti di Cigliè e Niella e 150 mila euro che ha messo a disposizione Enel, proprietaria di una centrale elettrica danneggiata dalle piene, proprio in quel tratto di fiume. «Tengo a ringraziare in maniera particolare la Regione, l’assessore Gabusi e Franco Graglia, che hanno mostrato disponibilità e interesse, consentendo di accedere a questo contributo – aggiunge Ferrero –. I privati proprietari dei fondi agricoli danneggiati, con le dovute autorizzazioni, hanno già provveduto a sistemare quasi interamente i danni ai terreni, ma ovviamente tantissimo resta ancora da fare. Ora, una volta ricevuto il via libera da Aipo, appalteremo i lavori, che vorremmo completare prima del prossimo autunno, quando il fiume potrebbe poi tornare a crescere. L’area ovviamente resta esondabile, ma l’obiettivo è proteggere le sponde e i terreni da erosioni e ulteriori danneggiamenti».

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