INTERVISTA A ENRICO FERRERI – «La mia coalizione rappresenta il vero cambiamento per Mondovì»

Candidato sindaco del Centrosinistra.
68 anni, già medico di base e dirigente Asl CN1, oggi in pensione. È stato in passato consigliere comunale di Mondovì fin dagli anni ’90 ed è stato il candidato sindaco del Centrosinistra nel 2007. È appoggiato da una coalizione che conta tre liste, tra cui il Partito democratico, e che gode dell’appoggio anche del Movimento 5 Stelle (senza simbolo) e della ministra Dadone.

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INTERVISTA A ENRICO FERRERI
«La mia coalizione rappresenta
il vero cambiamento per Mondovì»

 

Nel 2008 tanti elettori “digerirono male” il fatto che lei, sindaco non eletto nel 2007, si dimise da consigliere di minoranza. Questa volta lei assicura che porterà fino in fondo il mandato, qualunque sia l’esito elettorale?
Le dimissioni furono conseguenti all’incompatibilità del sopraggiunto ruolo svolto in Asl con l’incarico di consigliere comunale. Ad oggi le cose sono cambiate: da pensionato assicuro che porterò a termine l’incarico di sindaco come quello sui banchi dell’opposizione.

Qual è stato, secondo lei, il punto più debole dell’Amministrazione 2017-2022 e su cui lei, se diventerà sindaco, promette una svolta completa?
Non amo le critiche fini a se stesse e non rilevo criticità particolari nell’operato dell’Amministrazione precedente. Credo però che vada consolidato il legame con il territorio Monregalese e Cebano: fare rete ci consentirà di avere maggior peso decisionale e più assegnazioni di fondi a beneficio di tutti. E poi servono migliorie ai servizi e alle politiche intraprese negli anni, per esempio una riorganizzazione delle linee degli autobus. Ma anche i centri storici meritano interventi di rilancio e abbiamo studiato azioni realizzabili da subito per favorire le categorie produttive: i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori. E poi il sociale: serve una crescente attenzione alle fragilità.

Rispetto agli altri, lei è sceso in campo prestissimo: settembre 2021. Per quasi cinque mesi, avrebbe potuto essere l’unico candidato a potersi esprimere sui temi cittadini, aveva campo libero. Invece, è apparso estremamente defilato. Come mai?
Se per “defilato” si intende che non ho privilegiato interviste e articoli sui giornali, allora concordo. Assieme alla coalizione e ai candidati di lista abbiamo però usato questi mesi per approfondire temi e problematiche, incontrare concittadini, ascoltare richieste, vagliare soluzioni. Personalmente ero ancora al lavoro in Asl e, nel periodo tra ottobre e dicembre, ci siamo trovati ad affrontare una quarta ondata Covid di dimensioni importanti e inaspettate che, tra l’altro, ha comportato un’assenza di chiarezza sulla data delle elezioni. Quindi posso dire che i mesi di anticipo sono stati sfruttati appieno: neanche un giorno è andato sprecato.

Nel suo programma elettorale, lei dice di voler fare una sorta di “ultimo tentativo” per capire se sarà possibile trasformare il padiglione “Gallo” l’ex Ospedale in sede dei Licei. Poniamo il caso che… non sia possibile, come peraltro si dice da ormai 6 anni (la stessa doccia fredda è arrivata al sindaco prima di lei, Adriano, e a quello prima ancora, Viglione) qual è il “piano B”? Via Polveriera?
Alcune condizioni generali sono mutate rispetto al passato. Intravedo degli spiragli per una soluzione favorevole al restauro del “Gallo”. Data la posizione sarebbe un peccato non sfruttarne appieno le potenzialità al servizio del polo scolastico. Se il Padiglione non sarà sufficiente e bisognerà cercare spazi per le Scuole altrove, non sarà in via della Polveriera.

Nella sua coalizione si riuniscono PD, moderati e una lista di Sinistra che gode dell’appoggio dei 5 Stelle: “fazioni” che, in passato, a Mondovì non sono certo andate d’accordo. Fin quando ci si candida, nulla di strano. Ma se si va a governare, bisogna tenere le fila e fare sintesi: come farà?
Esattamente come abbiamo fatto durante questi mesi. Ho trovato persone intelligenti e preparate: insieme abbiamo realizzato tre liste; insieme collaboriamo ad un programma che unisce idee anche differenti in un unico progetto e che condivide un approccio concreto alle criticità. Si è trovata una sintesi: la stessa che guiderà un’eventuale azione amministrativa.

La sua coalizione si presenta come “il cambiamento per Mondovì”. Lei però non è un “volto nuovo” della politica: corre dagli anni ’90, prima col PSI, poi con liste civiche (nel ’94 anche a fianco di Forza Italia), nel 2007 e oggi per la Sinistra. Non le sembra un controsenso?
Ho sempre avuto un ruolo in minoranza, nel PSI come poi nel 2007 in una coalizione di Centrosinistra che comprendeva anche Rifondazione. L’esperienza del ‘94 originò da un patto con gli elettori dettato dalla contrapposizione a un’alleanza tra Popolari e Lega che poi, come era prevedibile, si risolse nel giro di pochi anni. Oggi rappresentiamo il cambiamento, a partire da idee e persone: i candidati sono quasi tutti alla prima esperienza politica e costituiscono un’alternativa alle precedenti esperienze di governo.