La Langa e il Monregalese piangono l’artista “Burot”: mancato improvvisamente

Originario di Carrù, aveva 77 anni. Pittore e scultore apprezzatissimo, in carriera ha esposto le sue opere in tutta Italia e all'estero. Particolarmente caratteristici i suo "galletti", omaggio a Mondovì

Il mondo dell'arte e della cultura monregalese, di Langa e non solo, piangono la scomparsa di Francesco Russo, da tutti conosciuto come "Burot", artista poliedrico, caratteristico ed apprezzatissimo, dal tratto inconfondibile, amante delle nostre colline, della natura e dei nostri paesaggi. Mancato improvvisamente nella sua abitazione di Mondovì, ieri pomeriggio (10 giugno), "Burot" aveva 77 anni. Lascia la moglie Rita Foglio e le sorelle Elia, Liliana ed Elen, con le rispettive famiglie. Il Rosario viene recitato domenica 12 giugno alle ore 20.30 nella parrocchiale del Sacro Cuore, a Mondovì Altipiano. Funerali lunedì 13 giugno, alle ore 10, sempre al Sacro Cuore.

Nato a Carrù l’8 gennaio 1945, come riporta "Margutte" a firma Lorenzo Barberis, negli anni giovanili aveva frequentato lo studio del maestro valdostano Italo Mus. In seguito si era legato ad Eso Peluzzi, e successivamente ancora al maestro francese Max Dissar. L’esordio pittorico avvenne a vent’anni, nel 1965, con la partecipazione al primo concorso di pittura carrucese “Trofeo Pippo Vacchetti”, in cui risulta premiato. Nel 1969 venne poi premiato alla quarta triennale pittorica di Vicchio, paese natale di Giotto, esponendo in personale anche a Mondovì.

Nel 1970 è a Firenze e Nizza, e nel corso di tutti gli anni ’70 realizza numerose presenze in personali e collettive sul territorio italiano e francese, con puntate fra le altre a Genova, Pavia, Montecarlo. Tale attività prosegue e si intensifica nel corso degli ’80, con presenze a Lione, Torino, Ginevra, La Salle e Lipsia,

Gli anni ’90 e 2000 vedono una ulteriore evoluzione verso forme che ripescano dalla tradizione surreale, con un recupero quindi della figurazione, ma unita a un nuovo tratto di sintesi. La svolta è testimoniata nelle presenze alle collettive degli artisti italo-francesi a Ventimiglia e in Francia, e alla collaborazione al Laboratorio di Scultura della Borsarella di Mondovì. L’impegno internazionale più recente, del 2005, è la partecipazione alla mostra dell’Arte della Pace in Serbia, intitolata a Sant’Anastasia di Sirmio.

Un'evoluzione parallela, porta Burot verso forme più giocose, dove incide molto la presenza del Gallo, figura tradizionale della ceramica monregalese (con cui lui stesso si è a più riprese cimentato), che viene qui reinterpretato in chiave stilisticamente sintetica e giocosa, in dipinti e sculture colorate che fanno irrompere uno spirito surreale anche nell’arte plastica dell’autore.

«Pittore e scultore estroso, ha molto amato i colori, le linee, l’invenzione e la materia, lavorando con tantissimi materiali (legno, radici, marmo…) – ricorda il prof. Ernesto Billò –. Amava la montagna e la fotografia, di cui ha lasciato documentazioni importanti. Ha sempre amato il lavoro, la fatica, la pittura e l’arte. Tra le sue tante opere ricordiamo la grande scultura all’ingresso dell’Ospedale di Mondovì posata dai donatori di sangue dell’Avas Fidas Monregalese».

Alla famiglia di Francesco, giungano sentite condoglianze dalla redazione del nostro giornale.