Mondovì: resa dei conti via social fra MoMo e il PD il giorno dopo le elezioni

Non hanno aspettato nemmeno una settimana. A 24 ore dalla chiusura delle urne, il vincitore apre i social e "cazzia" il perdente: Gabriele Campora, leader di MoMo (Mondovì in Movimento), per sua stessa ammissione «invade il campo» del Centrosinistra e va a spiegare ai vecchi compagni, ma da sei anni avversari, come e perché hanno sbagliato.

«Mi permetto di invadere il campo del Centrosinistra monregalese, dopo aver letto i primi commenti all'ennesimo insuccesso elettorale - scrive sul suo profilo Facebook -. (...) Credo che la classe dirigente rappresentativa di un'area politica ampia come quella del Centrosinistra dovrebbe assumersi la responsabilità dei ripetuti insuccessi elettorali avuti negli ultimi anni e iniziare a mettere seriamente in discussione le proprie convinzioni o strategie politiche, avviando un forte rinnovamento». E stigmatizza «lo storico complesso di superiorità morale e culturale», tipico della sinistra dice lui, che andrebbe messo da parte «per provare a dialogare con tutte le classi sociali cittadine, anche quelle sentite più lontane, evitando di screditare chi fa altre scelte elettorali o ha visioni politiche diverse. Un percorso che Mondovì in Movimento sta portando avanti da più di 10 anni».

Non passa più di un'ora, e gli risponde il coordinatore del PD di Mondovì, Luca Pione. Che, come prima cosa, gli ricorda la frattura mai sanata del 2016: quando MoMo e PD si separarono sulla via per le Amministrative 2017: «L’iniziativa di cercare un accordo con una parte della maggioranza Viglione spaccò l’assemblea e allontanò dal Movimento i primi due presidenti e i tre consiglieri eletti -scrive Pione -. Il centrosinistra, che aveva portato Paolo Magnino a una manciata di voti dalla vittoria contro il centrodestra unito, uscì fortemente indebolito dalla tua iniziativa e consentì a una parte importante del centrodestra di rinnovare la propria immagine e rimanere saldamente alla guida della città».

Ma nelle spire della resa dei conti via social, c'è uno sviluppo inatteso: i due, a un tratto, svelano - per la prima volta in modo pubblico - uno scenario che si era intuito ma  che era sempre rimasto nei "non detti" e non dichiarati. E cioè che, nel percorso verso il 2022, il PD era pronto ad appoggiare Paolo Adriano.

Scrive Pione: «Come Circolo PD di Mondovì abbiamo cominciato un dialogo aperto e partecipato con tutte le altre aree politiche e civiche della città, senza alcuno “storico complesso di superiorità morale e culturale”: e tu lo sai bene, perché negli ultimi tre anni a quel tavolo, più volte, ti ci sei seduto. E dovresti anche ricordare - e certamente lo ricordi - che da quel tavolo, che noi avevamo aperto per trovare finalmente una convergenza con le forze che si erano proposte come “protagoniste del cambiamento”, ci siamo dovuti alzare come ospiti poco graditi. Non serve citare le parole, che pure tu ben conosci, di chi era al tuo fianco a quel tavolo e interruppe quel dialogo».

Se con queste parole Pione solleva leggermente il drappo e lascia intuire ciò che stava accadendo, è Campora a spalancare il sipario e mettere in pubblico tutto: «Nel 2016 l'Assemblea di MoMo si spaccò semplicemente tra chi credeva realmente in un percorso civico aperto e chi voleva utilizzare il movimento solo come veicolo elettorale, tutti qui. Il tavolo che tu dici di aver aperto per trovare una convergenza, in realtà è partito da una mia proposta, che mi ha anche richiesto non pochi sforzi prima di essere accolta. Voi non avete mai veramente compreso e creduto all'impegno che stavo mettendo per provare ad allargare il campo progressista all'interno del Patto Civico.
E non è corretto parlare di nostra "preclusione ideologica" nel trattare temi e questioni concrete della città. Voi avreste sostenuto tranquillamente un Adriano Bis, ma mai un candidato sindaco come Robaldo, reo di essersi macchiato della collaborazione con il nemico numero 1 di qualcuno di voi, Enrico Costa».

Forse, in questa storia (chiusa?), c'è ancora molto altro di non detto. Le elezioni 2022 si sono appena concluse: di fatto, è appena cominciata la campagna elettorale 2027.