“HEREM”: la mostra fotografica che racconta la rovina dei luoghi sacri

Sono templi della fede che hanno perso la loro funzione ma non la loro bellezza. Anzi: per quanto assurdo questo sia, il fascino di un luogo abbandonato sta su un piano diverso da quello del presente, una sorta di incrocio fra l'eterno e l'ancestrale. Maledetti, se non dall'uomo, certamente dal tempo. E infatti questo è "HEREM".

Herem: una parola ebraica, che si trova nel Deuteronomio, con un significato non gentile: significa "maledizione", o meglio "anatema". E su questa parola, due fotografi monregalesi ci hanno costruito una mostra e una narrazione: Lorena Durante e Samuele Silva, due "esploratori urbani" armati di reflex. 18 scatti di edifici sacri abbandonati, chiese lasciate in rovina. La mostra è stata inaugurata oggi, sabato 18 giugno, alla presenza dei due fotografi e del neosindaco Luca Robaldo, di fatto alla sua prima uscita pubblica ufficiale.

La mostra si trova nell'Antico Palazzo di Città a Mondovì Piazza. Apertura: 18-26 giugno; orario: sabato e domenica, 10:00/12:30 – 15:30/18:30 - dal martedì al venerdì, 16:30-18:30. Ingresso libero.

Lo stile si chiama "urbex", sta un po' a metà tra il reportage, la denuncia e... l'incursione. Perché alcuni di questi luoghi sono, anzi sarebbero, sigillati, off limits. Ma non per l'occhio dei due fotografi. Sono entrati in quei luoghi dove da anni non entrava più nessuno, dove polvere e ragnatele avvolgono i banchi, gli altari, le statue e i crocifissi. Dove a volte è solo l'incuria ad aver "maledetto" le mura, mentre qualche volta ci hanno pensato i vandali. E l'occhio dei due fotografi non risparmiato nulla, davvero nulla. ma è così che deve essere, forse, se vogliamo che il messaggio arrivi chiaro.

Ogni foto è abbonata a un breve testo: la risposta, di 18 "quasi-anonimi", alla domanda «Tu credi ancora in Dio?». E il percorso, foto e testi, occhio e parola, è unico: ogni pensiero rimanda al concetto della mostra, al decadimento delle mura che fa riflettere sul rapporto col Sacro e col Divino. C'è di che riflettere, meravigliarsi, magari anche indignarsi. Certamente non da "passare oltre".

Il progetto racchiude il lavoro e le ricerche svolti nell’arco di due anni in cui i due fotografi, entrambi soci dell'Associazione Mondovìphoto, hanno concentrato la loro attenzione su una serie di edifici sacri abbandonati, in larga parte piemontesi, alcuni dei quali anche del Monregalese. Una mostra interattiva che oltre alle foto, esposte in grande formato, porterà il visitatore a seguire i due fotografi nelle loro esplorazioni urbex: infatti ad ogni singola immagine è associato un qr-code che permetterà di osservare le foto e le storie collegate all’evento. Herem non vuole essere solo una mostra fotografica raccontando solo distruzione e abbandono, ma vuole portare lo spettatore a riflettere su cosa sta succedendo in questi anni nel nostro contesto provinciale. Accanto alle foto, che intendono riportare innanzitutto l’attenzione verso il territorio, trovano infatti spazio anche le storie di questi luoghi.

Verrà inoltre presentato il catalogo fotografico con tutte le immagini dei luoghi sacri visitati che si avvale della prestigiosa collaborazione di Piergiorgio Odifreddi, che definisce il significato del termine Herem, e del teologo Enzo Bianchi che con una chiosa finale completa il percorso degli autori.

L'evento espositivo è realizzato con il concorso finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e in collaborazione con i Comuni di Carrù e Beinette.