Enzo Bianchi al Monastero di San Biagio. “Non aver paura dell’altro. L’altro siamo noi”

Invitato dalla “Casa do menor Italia” e da “La nave di Ulisse”. Tutti i posti gremiti

Enzo Bianchi

Tutto pieno, negli spazi secolari del Monastero di San Biagio, giovedì scorso nel tardo pomeriggio, per ascoltare Enzo Bianchi, il fondatore della Comunità di Bose, monaco sempre sul pezzo nel farsi presente sugli snodi cruciali di questo complesso momento storico. L’invito ad Enzo Bianchi è partito dall’Associazione “Casa do menor Italia” che ha in carico il Monastero di San Biagio ove ha attivato una propria sede ed ove si prefigge di proporsi come luogo di incontro, di sensibilizzazione terzomondiale, di attenzione agli ultimi… sostenendo nello stesso tempo le “Case do menor” fatte nascere da don Renato Chiesa in Brasile ed or anche in Guinea Bissau. Della presenza dell’Associazione “Casa do menor Italia” al Monastero di San Biagio ha parlato l’ing. Andrea Battaglia, che è il presidente della ONG, indicando i passi che si intendono compiere animando appunto la realtà suggestiva e significativa del Monastero di San Biagio. L’incontro con Enzo Bianchi – cui ha collaborato l’Associazione “La nave di Ulisse” di Margarita – si è collocato dentro questo quadro di proposte aggregative. E la serata non ha deluso. Oltre 130 i presenti, tutti i posti disponibili gremiti. Enzo Bianchi è stato chiamato a condividere una tematica cruciale e decisiva oggi, quella dell’accoglienza (“Ero forestiero e mi avete accolto”, Mt 25). La parola del priore emerito si Bose è stata lucida e forte, nel ribadire che sull’accoglienza dell’altro ci si gioca il presente ed il futuro su tanti fronti di umanità (o disumanità). In una logica altra, già sperimentata dall’ospitalità di Abramo nel deserto allargando la tenda per tre personaggi misteriosi che avrebbero poi dato un annuncio di speranza. Eppure resta un tema faticoso, spesso in salita, disatteso, bypassato…

(l’articolo completo sul numero cartaceo de “L’Unione” in uscita mercoledì)