Via alla trebbiatura del grano in Piemonte: previsioni di calo del 30%”

Coldiretti: «Per gli effetti della siccità rischiamo di aumentare ancora la dipendenza dall'estero in una situazione in cui l'Italia è diventata deficitaria in molte materie prime»

La siccità colpisce anche la resa del grano con il via alla trebbiatura in Piemonte per cui si stima un calo del 30%. È quanto afferma Coldiretti Piemonte nel ricordare che sulle imprese, oltre alla siccità, stanno gravando i rincari per le spese di produzione con incrementi medi dei costi correnti del 68%, secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Crea. Il Piemonte è particolarmente vocato alla produzione di frumento tenero con una superficie di circa 84 mila ettari tra tutte le province, da quella di Alessandria con oltre 34 mila ettari e più di 2 milioni di quintali di produzione a quella di Torino con 19500 ettari e più di 1 milioni di quintali, da Cuneo con 17 mila ettari e 934 mila quintali ad Asti con oltre 9 mila ettari e 540 mila quintali fino alle province del Piemonte orientale con 4 mila ettari e 240 mila quintali. «Il rischio è quello di aumentare la dipendenza dall'estero in una situazione in cui l'Italia è diventata deficitaria in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci e il 62% del grano duro per la pasta – fanno notare Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. La situazione è preoccupante anche a livello internazionale dove la produzione mondiale di grano per il 2022-23 è stimata in calo a 769 milioni, per effetto della riduzione in Ucraina con un quantitativo stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione».

Un accordo sullo sblocco dei porti consentirebbe all'Ucraina di tornare ad esportare il 95% del grano via mare e di svuotare i magazzini dove si stima la presenza di oltre 20 milioni di tonnellate di cereali destinati a rifornire sia i Paesi ricchi sia quelli più poveri dove la chiusura degli scali rischia di provocare rivolte e carestie, come afferma Coldiretti nel commentare i colloqui a Mosca tra alti ufficiali delle forze armate di Russia e Turchia sulla ripresa dei traffici commerciali, con una nave cargo turca che ha lasciato il porto di Mariupol, adesso controllato dai russi.

«In Piemonte, insieme al Consorzio Agrario del Nord Ovest abbiamo lanciato il progetto di filiera Gran Piemonte, tramite il quale sono già stati seminati oltre 6 mila e 500 ettari, e volto a valorizzare proprio l'oro giallo ed ottenere prodotti da forno veramente prepararti con la farina del territorio per rispondere anche alle esigenze dei consumatori che sono sempre più attenti alla provenienza degli ingredienti. Al fine di implementare la progettualità per essere sempre più autosufficienti, vogliamo ricordare all'agroindustria virtuosa la nostra disponibilità ad incrementare i quantitativi prodotti  per poter anche garantire  prezzi equi alle imprese, che non scendano mai sotto i costi di produzione , come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali, tutelando sempre la biodiversità dei nostri territori. Bisogna, poi, intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi sia immediati per salvare le aziende che strutturali per programmare il futuro del sistema agricolo, mentre a livello comunitario servono più coraggio e risorse per migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli» concludono Moncalvo e Rivarossa.