Nuova amministrazione: gli interventi del Centrosinistra

Il primo a prendere la parola fra le fila del Centrosinistra, nel Consiglio comunale di mercoledì 29 giugno, è stato Enrico Ferreri, candidato sindaco non eletto per la coalizione: «A Mondovì ci sono tante persone che non solo non hanno votato ma che neppure sapevano ci fossero le elezioni. Sono contento di vedere volti nuovi, anzi: se potessi far spazio alla lista della mia coalizione che è rimasta esclusa, Mondovì Coraggiosa, avrei scelto di dimettermi e far entrare qualcuno di loro. Al sindaco e alla Giunta lancio tre temi. Il primo è condivisione col territorio: prendendo esempio da Entri come l'Asl, che ha un "Comitato di sindaci" che si riunisce periodicamente; e aggiungo che sui temi sanitari avrete tutto il mio supporto, Mondovì può contare su un Ozspedale che funziona bene - e di questo va detto grazie a Raffele Costa, all'allora direttore Asl Luigi Cavagliani e all'ing. Livio Dragone. Il secondo tema riguarda il comparto agricolo e le frazioni: devono essere coinvolte di più, magari attraverso un bilancio partecipato, e non soltanto con promesse in campagna elettorale. Il terzo tema riguarda il lavoro della Giunta: dovrà imparare, nessuno nasce con tutte le competenze in tasca, ma devono mettersi al lavoro. E chiedo una cosa sulle nomine verso Enti esterni: mi auguro che ci sia trasparenza. Se non sarà possibile fare una Commissione per le nomine, almeno si spieghino i criteri e i nomi».

Cesare Morandini (Pd): «L'astensionismo dice che in queste elezioni "hanno perso tutti", ha prevalso il sentimento di chi dice "sono tutti uguali". La fiducia degli elettori va recuperato. Ma l'esito è stato chiaro, la nostra coalizione non è al governo. Ma anche se Luca Robaldo non è il sindaco che avrei voluto, e il vostro programma non è il mio la città è di tutti: ed è così che intendo esercitare il mio ruolo di consigliere di minoranza. Saremo da controllo e stimolo alla maggioranza, vigile e pungolo. Porteremo le istanze di coloro che non si sentono rappresentati da questa maggioranza. Pongo le mie competenze, nel campo della scuola e della cultura, al servizio del Consiglio. Mi auguro di trovare davvero nella maggioranza orecchie libere da preconcetti. La Giunta credo vada analizzata sulla base delle competenze: per tre di loro, Terreno, Botto e Rabbia, vedo coerenza con l'ambiente da cui provengono, anche se auspico che la separazione di deleghe di Politiche giovanili e sociali non significa. Invece rilevo criticità sulle deleghe alla Bertazzoli, che richiederebbero competenze specifiche: buon lavoro sulla scuola. Campora ha ricevuto le deleghe di Erika Chiecchio, persona che lavora in quel campo: invece ora la Chiecchio siede in Consiglio. Il sindaco ha dato deleghe a persone giovanissime: gli auguro di saper prendere decisioni autonome senza condizionamenti. Sulla cultura, si sono fatte alcune cose ma poi sembra che ci si sia fermati senza portare le iniziative a regime».

Davide Oreglia (Lista civica Ferreri sindaco): «Mi hanno chiesto di fare un'opposizione "intelligente, seria e creativa". Avrò stima e fiducia nei consiglieri e nell'Amministrazione, ma gli elettori mi hanno mandato qui per vigilare. Sarò propositivo, ma anche attento. Voglio essere utile per Mondovì e per i monregalesi, per poter dire alla fine di questi 5 anni che sia stata un'esperienza utile e anche, in qualche modo, leggera. Ritengo fondamentale che si istituisca un tavolo per le politiche sociali e giovanili: non mi aspettavo che fossero temi divisi nelle competenze. l'Assessorato al sociale dovrà occuparsi degli alloggi vuoti. Credo sia assolutamente necessario che il Comune faccia qualcosa per aiutare chi ha fatica ad accedere ai servizi informatici, come anziani e stranieri. E credo che sarebbe bello coinvolgere le associazioni di famiglie e genitori per le politiche sociali. Mi auguro che fra 5 anni potremo dire che, nonostante gli scontri che ci potranno essere fra di noi, Mondovì sia diventata più protagonista e bella... fra l'altro, nello spirito dei Santi che si celebrano oggi, ovvero Pietro e Paolo: due che non sempre "andavano d'accordo", ma che contribuirono alla nascita della Chiesa».