Mostra fotografica del villanovese Massimo Dadone

Ospitata nei rifugi "Garelli" e "Mondovì", l'esposizione di 10 scatti curata dal fotografo villanovese racconta un itinerario ideale attraverso le Valli Pesio, Ellero, e Alpi Liguri.

È visibile in questi giorni, presso i rifugi Garelli e Mondovì, una mostra fotografica curata dal villanovese Massimo Dadone. Le immagini, tutte scattate su pellicola e in bianco e nero (sulla scia del lavoro del chiusano Michele Pellegrino), riproducono un ideale percorso escursionistico che parte da Pian delle Gorre e arriva fino al rifugio Garelli, attraversando il Marguareis e la Valle Ellero. 10 immagini, 10 vedute delle nostre montagne, selezionate e distillate dopo tre anni di escursioni, osservazioni, esperimenti. La passione per la fotografia è stato il primo motore per Massimo Dadone. Dopo gli inizi ha scoperto, come tutti, la tecnologia digitale per poi diventare sempre più esigente, non accontentarsi più di quelle centinaia, migliaia di scatti da ripulire, modificare, sistemare, archiviare nel disco rigido del pc. «Mi stavo rendendo conto che ero schiavo delle macchine – racconta - , mi sentivo al loro servizio, prigioniero della solita routine. Scatta, ripulisci, archivia. Sentivo che mancava qualche cosa. Ho deciso di tornare alla mia giovinezza quando scattavo in analogico, ho imparato con quella tecnologia, così sono tornato alla pellicola. Sono sempre stato appassionato di montagna e di escursioni, frequento molto le Alpi Liguri, le Valli Ellero e Pesio. Così ho unito le due cose, ispirandomi al lavoro di Ansel Adams e alla fotografia zonale, e a Michele Pellegrino per lo stile dello sguardo. Ho iniziato a lavorare seriamente sulla fotografia di paesaggi in bianco e nero, attrezzandomi con una camera oscura per sviluppare e stampare in autonomia i miei scatti» spiega. Da questo passaggio nasce l’idea del progetto: per tre anni Massimo documenta le sue escursioni con scatti e immagini, panoramiche e visioni personali della montagna. Dopodiché si dedica a un lavoro certosino in camera oscura. Le immagini vengono attentamente vagliate, selezionate, scremate, fino ad arrivare a una scelta di 10 scatti. «Gli avventori del rifugio possono soffermarsi su questo mio lavoro. La mostra apre dal 3 luglio e resterà in loco tutta l’estate. Desidero ringraziare chi mi ha supportato e dato una mano – conclude Dadone – Roberto Rossetti, instancabile assistente tecnico e morale durante le escursioni, Cristiano Lavalle per i suoi preziosi consigli tecnici in camera oscura. Infine, grazie a Magic Foto, per aver incorniciato gli scatti e per il supporto fornitomi».

dav