Il Liceo a processo per omicidio… ma è una simulazione

C’erano gli avvocati, i giudici, i pm. Ma questa volta, l’aula non era quella del Palazzo di giustizia. E i banchi non erano quelli della Corte. Si è svolto tutto a scuola. Una simulazione di un processo penale in piena regola. E il tema era uno dei “casi giudiziari” più noti in Italia, addirittura un omicidio: l’assassinio di Yara Gambirasio.

Si è conclusa nelle scorse settimane la seconda edizione del progetto “Diritto e Legalità” realizzato dai Licei “Vasco Beccaria Govone” di Mondovì grazie al coinvolgimento del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Cuneo, teso a sensibilizzare gli allievi partecipanti ai temi dell'educazione alla cittadinanza. Sono stati trattati diversi temi di interesse per i ragazzi tra cui la legalità attraverso i principi costituzionali, il codice della strada, il revenge porn, il codice rosso, ecc.

L'ultimo incontro con gli avvocati, la “simulazione di un processo penale”, è stato il più interattivo perché ha permesso di “agire”, di porre in pratica le competenze orientative messe in campo dal PCTO grazie alla guida di tre avvocati. Gli allievi hanno ricevuto alcuni giorni prima le carte processuali per studiare il caso “Bossetti - Yara Gambirasio”, ragazza scomparsa nel 2010 e ritrovata assassinata nel 2011.Gli Avvocati hanno fornito ai ragazzi un'idea di massima del processo penale: quali sono gli attori principali, qual è l’iter procedurale e i ragazzi si sono suddivisi i ruoli: alcuni hanno ricoperto il ruolo di avvocato, altri di giudice, altri di pubblico ministero.

Grazie alla guida e alle domande degli avvocati, i ragazzi hanno compreso come si avvia e come si porta avanti un'indagine, dalle celle telefoniche alle domande ai testimoni. E poi: le tracce, le carte processuali, la formulazione delle accuse. Ma anche gli errori, ad esempio nelle traduzioni delle intercettazioni, la capacità critica per spogliarsi dai pregiudizi e filtrare le notizie, la capacità di affrontare il dubbio spiegando agli studenti che il ruolo dell'avvocato consiste garantire un “giusto processo” all'imputato, affinché vengano riconosciute tutte le garanzie e le eventuali attenuanti del caso. Il tutor scolastico professor Bruno JaJani: «Si è trattato di un lavoro di tutoraggio impegnativo, ma di grande soddisfazione e anche utile come aggiornamento professionale».