Picchia il vicino dopo una lite sul passaggio: sanzionato un 77enne

L’imputato, un pensionato francese, era esasperato dal fatto che l’altro residente rifiutasse di chiudere la strada comune con una catena

Tutto nasce da una banale catenella, del genere utilizzato per delimitare gli spazi accessibili sui cantieri. Abbastanza per esacerbare gli animi tra due famiglie, una francese e una italiana, residenti a Montaldo di Mondovì. L’oggetto del contendere è un viottolo di pochi metri, unica via d’accesso all’abitazione degli italiani, il cui imbocco si trova però proprio di fronte alla casa dei francesi.

L’imputato L.P. aveva sistemato nel 2016 la catenella giustificandosi con la necessità di evitare che passassero di lì malintenzionati: «Avevamo subito parecchi furti di materiale edile e di notte qualcuno scaricava i suoi sfalci», ha spiegato il classe 1945, francese, accusato di percosse, minaccia e danneggiamento. La coppia di residenti della casa a fianco, però, non voleva saperne di questa catena e chiedeva invece che L.P. sistemasse un più pratico cancello elettronico, o in alternativa che vendesse i pochi metri di strada necessari al transito.

Dopo vari battibecchi, ai primi di agosto del 2018 la faccenda sarebbe degenerata. Il 77enne in realtà sostiene di non aver percosso nessuno, limitandosi ad avvicinarsi dopo che i vicini avevano staccato alcuni cartelli da lui apposti in prossimità della famosa catena. Diversa è la versione data dai querelanti, marito e moglie, secondo cui L.P. avrebbe percosso la donna, prima di salire su un escavatore e cercare di piazzare una barriera di cemento sul viottolo. Vedendosi ripreso da lei con il telefonino, le avrebbe inoltre assestato un colpo facendo cadere e rompere il cellulare.

Decisiva nel determinare la condanna, per le sole percosse al vicino, è stata la testimonianza di un passante, un residente della zona. Attirato dalle urla della donna l’uomo aveva assistito al parapiglia: «È vero che non ha visto sferrare il pugno, ma dice di aver subito avuto la percezione che si fosse verificata un’aggressione», ha argomentato il pm Alessandro Borgotallo. Per il rappresentante della Procura non c’erano invece le condizioni per affermare la responsabilità penale dell’imputato in riferimento alla presunta aggressione della donna e al danneggiamento del telefonino. Per questo nei confronti del francese era stata chiesta la condanna a 3mila euro di multa per un solo episodio di percosse, quello in danno del vicino. Alle conclusioni, domandando tuttavia la condanna per tutti i capi, si è associato l’avvocato Mario Bovetti in rappresentanza delle parti civili costituite: «Non è rilevante che il testimone non abbia visto l’intera sequenza, anche perché la sua testimonianza è avallata dalla signora che non è persona offesa per quanto riguarda il fatto occorso al marito».

L’avvocato Roberto Tesio, difensore dell’anziano, ha domandato invece l’assoluzione per tutti i reati contestati: «Nessuno ha mai visto il telefonino danneggiato. Quanto alla ferita al labbro del vicino, i carabinieri non ne fanno menzione: il referto ospedaliero è compatibile con l’eventualità che la persona offesa possa essersi morsa il labbro, oppure che si sia colpito da solo con il cartello. Non vi è alcuna prova né del pugno né delle minacce. Semplicemente i vicini, esasperati, dopo aver cercato di staccare i cartelli che L.P. aveva messo lo hanno denunciato». Per il giudice Giovanni Mocci gli elementi raccolti erano sufficienti a giustificare la condanna per percosse: il 77enne è stato così sanzionato con 600 euro di multa, più ulteriori 500 euro da corrispondere al vicino.

 

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