Carrù, Casa di riposo in difficoltà: «Obiettivo comune è superare la diffidenza in paese»

Gli amministratori hanno esposto la difficile situazione economica in Consiglio comunale: «Il problema principale sono i mancati ingressi. Riceviamo tanti complimenti da fuori, mentre in paese percepiamo un'aura negativa»

Gli amministratori della Casa di riposo dott. Nazareno Grechi, Dario Gazzola e il direttore Massimiliano Barello con il sindaco Nicola Schellino

Che le case di riposo siano in seria difficoltà non lo scopriamo certo ora. A Carrù gli amministratori della "Don Garneri" hanno voluto esporre la difficile situazione economica della storica residenza per anziani durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, nel tardo pomeriggio di giovedì. Un modo per informare formalmente il Comune, provare a ragionare su possibili soluzioni e sensibilizzare pubblicamente la popolazione.

Si è trattato di una semplice discussione, senza entrare troppo nel dettaglio finanziario e senza alcuna deliberazione. Anche perché la Casa di riposo (ex Ipab) non è di diretta competenza comunale, ma una fondazione di diritto privato. É indubbio però che si tratti di una vera e propria istituzione per Carrù. Diversi i problemi esposti, ma il principale resta la bassa affluenza post Covid (calo del 19% negli accessi, ovvero oltre una ventina di posti letto vuoti) che affligge drasticamente il bilancio, in perdita.

«La Casa di riposo è un fiore all’occhiello, che ha aiutato tantissime persone, ma percepiamo un po’ di distacco in paese» dichiara Dario Gazzola, membro di nomina comunale nel Cda della Fondazione. «Abbiamo ospiti esterni (da Torino, Savona e così via) che ci fanno tanti complimenti per il servizio. Paradossalmente, invece, ci troviamo a volte a dovere superare una percezione negativa e  ingenerosa da parte dei carrucesi. Se si dovesse un domani chiudere sarebbe un colpo per tutta Carrù. Cerchiamo in ogni modo di evitarlo».

«Il livello del servizio è alto – continua il direttore della struttura Massimiliano Barello –, e assicuriamo la massima disponibilità alla famiglie negli orari di visite. Forse la chiusura durante l'emergenza Covid può aver destabilizzato il modo di pensare.  I nostri sforzi di contenimento dei costi poi rischiano di essere erosi dall’aumento esponenziale dei prezzi delle forniture, del gas e del riscaldamento».

Il dottor Nazareno Grechi, amministratore nel Cda della casa di riposo, porta alla luce anche un'altra riflessione: «Le Case di riposo in Piemonte sono 780, in provincia di Cuneo rappresentano una popolazione di 8 mila anziani. Non ci sono risorse attualmente per intervenire, ma vediamo che su altri settori invece le istituzioni dirottano fondi ingenti».

«L'obiettivo di ciascuno di noi, come amministratori comunali, è di farci portavoce nel paese affinché si superi questo muro di diffidenza», racchiude le fila il sindaco Nicola Schellino. «Soluzioni concrete al momento attuale non se ne vedono, ma la prospettiva potrebbe cambiare da qui a un po', guardando anche agli impegni che si è assunta la Regione».

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