Il Capolavorare di Bergonzoni

L'artista bolognese nell'arena di Piazza d'Armi con il suo spettacolo Trascendi e Sali

Alessandro Bergonzoni (Foto Samuele Silva)

Quanto pesano le parole? Il buon intenditore ne usa poche, c'è chi ne ha solo una o chi vuol avere sempre l'ultima, si può metterne una buona o parlare a mezze parole. Possono volarne di grosse o anche di pesanti. Insomma ci si può giocare, con le parole, o macinarne a raffica. Ma le parole siano esse scritte, pensate o declamate ad un pubblico – citando un adagio ormai famoso, oltreché prezioso, di Nanni Moretti ne La Palombella Rossa – sono sempre importanti.

Alessandro Bergonzoni è un artista, autore prima ancora che uomo di teatro, che dall'uso della parola ha sempre saputo trarne beneficio. Il fiume di parole che costruisce e che, ad un ascolto approssimativo, potrebbe sembrare un muro sonoro contro cui si sbatte è in realtà il letto di un fiume in cui viene raccolto l'ascoltatore e sul quale viene accompagnato.

A Mondovì giovedì 28 agosto l'autore bolognese ha portato nell'arena all'aperto di Piazza d'Armi lo spettacolo Trascendi e Sali (in tour dal 2021) l'ennesima prova della propria capacità nel modellare e modulare il flusso linguistico ad uso e consumo di un pensiero più alto e profondo. Il pubblico che cercava il divertissement e la battuta comica non è stato deluso, ma il percorso dello spettacolo ha abbracciato più temi. Bergonzoni è ormai un autore maturo alla ricerca non solo della complessità di un testo o, al contrario, dello svelamento comico per portare alla risata il pubblico; offre all'ascoltatore delle visioni con le quali condurlo in un percorso dove si toccano temi tutt'altro che facili e comodi, oltrechè comici. Lo spettacolo diventa così un lento fiume di parole che corrono veloci che si susseguono e che solo nel finale portano ad una totale esplicitazione del loro senso più profondo.

Il tema svelato è quello della reclusione, vista da più angolature e attraverso diverse lenti di ingrandimento: il confinamento delle persone e la costrizione di condizioni non cercate, dalla guerra all'immigrazione, passando per il lavoro e il femminicidio, e giungendo infine alla costrizione obbligata di un carcere o alle esperienze dirette e (ancora) senza sufficienti risposte di Cucchi, Giulio Regeni e Patrick Zaki. Bergonzoni ci racconta un mondo in cui tutti siamo connessi: non ci si può girare dall'altra parte, essere indifferenti, al contrario imprescindibile ricerca dell'uomo deve essere l'estro, l'idea che supera l'ideale, la creazione di un capolavoro, lavorare per creare, e quindi capolavorare!