La Green Community cebano-monregalese si spacca sul nascere: i cebani si tirano fuori, entra il “Mondolè”

È una costante. Una di quelle cose che sindaci e amministratori ormai sanno bene: la concordia politica, tra Monregalese e Cebano, sembra non poter esistere. Non c'era ai tempi delle rivalità a tema sanitario. Non c'era ai tempi delle Comunità montane, "unite ma divise", quando si cercò di raccogliere sotto una sola bandiera le vallate tanarine, cebane e monregalesi. Non c'è (mai) stata con l'Acem, né con la più recente SMA, insomma col consorzio per la raccolta e smaltimento rifiuti. E non c'è neanche ora che il tema si chiama "Green Community".

Una "comunità verde". Una sorta di bacino sovra-comunale, un gruppo di Comuni che avrebbe dovuto abbracciare tutta la zona, dall'Alta Val Tanaro di Ormea alla pianura di Magliano, che nasce allo scopo di intercettare i fondi PNRR. Nasce, certo. Ma nasce monca: con un "buco" in mezzo, quello dell'area Cebana. Che prima aveva detto di volerne fare parte ma poi si è chiamata fuori.

La prima Green Community nata nel territorio tanarino-cebano-monregalese si è letteralmente schiantata sul nascere. Il bacino si stava costituendo in questi giorni, a partire dalle scorse settimane. Il capofila è l'Unione Montana Alta Val Tanaro, quella di Ormea, con presidente Giorgio Ferraris. La Community avrebbe dovuto estendersi su 29 Comuni comprendendo anche le Valli Tanaro e Casotto, le Valli Mongia e Cevetta - Langa Cebana - Alta Valle Bormida e Mondovi. Da Ormea e Garessio al Cebano, dal Cebano a Mondovì, da Mondovì alla pianura e alle vallate del Mondolè. Tutti insieme. Davvero? No.

Il Comune di Mondovì ha votato il proprio ingresso pochi giorni fa - LEGGI QUI -, e pochi giorni dopo è toccato a Magliano Alpi, Comune attento ai temi ambientali ed energetici (che è anche possessore di aree montane, cosa nota a molti). E domani, 9 agosto, anche l'Unione Montana del Mondolè voterà per fare il suo ingresso.  Non ne potranno fare parte, a differenza di quanto si sperava, gli Enti quali il GAL "Mongioie" e Parco Alpi Marittime perché non sono Enti locali come Comuni o Unioni.

Ma il colpo di scena arriva pochi giorni fa: quando i Cebani hanno deciso di chiamarsi fuori. Enzo Bezzone, presidente dell'Unione Cebana, ha inviato una lettera a Ferraris, Val Tanaro. «Abbiamo sollevato una serie di questioni - ci dice Bezzone -, spiegando chiaramente che se non ci fosse stata chiarezza, ne saremmo stati fuori». Di che si tratta? «Le linee guida di una Green Community dovrebbero essere discusse in modo diverso. Altrimenti si rischia che vengano imposte al territorio che ha scelto di farne parte, solo perché lo ha deciso qualcuno. Non ci sono garanzie su come avverranno gli investimenti, su quanti saranno, come verranno suddivisi. E infine, ci ha stupito vedere l'ingresso di nuovi Enti o territori, che magari hanno anche i requisiti, ma su cui non c'è mai stata una discussione».

«Ma non è possibile definire a priori un “budget” da suddividere sulla base dei confini amministrativi e/o della popolazione residente - replica Giorgio Ferraris, Alta Val Tanaro -: la definizione di “importi e tipologia degli interventi previsti sull'intero territorio della costituenda Community” ovvero la costruzione della candidatura, è oggetto del lavoro tecnico e amministrativo che il gruppo di lavoro interdisciplinare sta facendo insieme agli uffici tecnici delle Unioni montane e dei Comuni che stanno collaborando.
Il ruolo dei partners è dettagliatamente specificato nelle bozze della Convenzione e del Regolamento. È del tutto intempestiva e fuori da ogni ragionevole e realistica prospettiva temporale, la richiesta di modifiche alle bozze predisposte, perché la candidatura deve essere improrogabilmente presentata entro il 16 agosto».

E per quel che riguarda l'ingresso dell'area del Mondolè: «Si è prospettata la concreta possibilità di ampliamento del territorio interessato dalla proposta di Green Community alla confinante Unione Montana Mondolè, e si comunica che, al fine di poter correttamente predisporre, completare e presentare la candidatura entro i tempi imposti dal bando, ed evitare un danno a tutto il nostro territorio, si rende indispensabile una risposta positiva per l'adesione».

Ma ormai la frattura era aperta. Per l'ennesima volta. Da Mondovì e dalle vallate del Mondolè, i sindaci non entrano nella polemica. Luca Robaldo, sindaco monregalese: «Mondovì è entrata con convinzione nella Green Community, è una grande opportunità. E siamo certi che tutto il territorio ne potrà trarre vantaggio». «Votiamo l'ingresso perché crediamo nel progetto», afferma Adriano Bertolino, Unione MOntana Mondolè.