La “Cena al buio” dei locali vicesi

L'iniziativa di Silvio Bessone e del Parlapà: cena a lume di candela per sensibilizzare, ma anche per incitare ad adattarsi alle circostanze

«Il mio amico Marco Pantani una volta a una cena mi ha detto: il Giro d'Italia sono centinaia di chilometri che riescono a fare tutti, poi ce ne sono duecento che sono decisivi. Io è su quei duecento che posso fare la differenza. Quando faccio le salite ho dei dolori alle gambe che sembra mi mordano i cani. Gli altri mollano quando iniziano a sentire i graffi dei gattini». Silvio Bessone sciorina questo aneddoto mentre si divide tra gli ospiti e la cucina. All'esterno del ristorante, a Vicoforte, troneggia un grosso cilindro di metallo, scaldato a legna, dove si sta cuocendo della carne secondo un antico metodo tradizionale sardo.Dentro, il buio è rischiarato dal lume delle candele. È una cena al buio, in cui ci si adatta al caro bollette, alle nuove condizioni del fare impresa e di vita. Ed è qui il senso dell'aneddoto ciclistico di poco prima: l'invito alla resilienza. «Sono sereno, non sono incazzato. Quella di questa sera è certamente una protesta, ma non solo. Il senso più importante di questa iniziativa è invitare i colleghi a non arrendersi, a tenere duro e ad adattarsi. Ricordiamoci Charles Darwin. Sopravvive chi si adatta». Alle 19 iniziano ad arrivare i primi ospiti: «È venuta gente da tutto il nord Italia: Milano, Torino, Pinerolo, Bologna... Questa iniziativa ha evidentemente colpito molte persone che sono venute a dimostrare solidarietà e interesse - spiega  Silvio Bessone - e c'è una buona rappresentanza anche del movimento Autonomi e Partite Iva. Dobbiamo guardare avanti e difendere la nostra ricchezza, che sono le nostre specialità. Il nostro territorio, la nostra cucina va difesa da un sistema che tende sempre a eliminare i piccoli. E ricordarci, come devono ricordarsene a Roma, che l'impresa è chi crea valore, l'importanza del fare impresa».

 

«Questa situazione è peggio del Covid - Elisabetta Avico del Ristorante Parlapà non ha dubbi - Il Covid ci ha costretti a fermarci, ma eravamo tutti alla pari, anche con strumenti e aiuti per sopravvivere. Oggi siamo costretti a fare fronte a bollette che sono aumentate esponenzialmente, aumenti che colpiscono anche i clienti, che sicuramente hanno sempre meno soldi da spendere. Questo crea un clima di incertezza tremendo». L'iniziativa del Parlapà è autonoma, e dura un mese: «Voglio andare avanti per un mese intero a lume di candela. Anche qui per dimostrare che ce la possiamo fare, oltre che per protestare. Avevo deciso di farlo autonomamente, solo in seguito ho saputo che anche Silvio Bessone aveva avuto la stessa idea, ed è anche venuto a complimentarsi. Spero che i clienti capiscano il senso di questa iniziativa e che ci supportino».

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