Vicoforte. Anche la San Giuseppe alle prese col caro bollette

Il punto della situazione da parte del presidente Gian Pietro Gasco, luci e ombre di un periodo difficile: nota positiva l’aumento degli ospiti

Per la Casa di riposo "San Giuseppe" di Vicoforte  è un periodo tra luci e ombre. Fa il punto il presidente della struttura, Gian Pietro Gasco, che evidenzia come sia un periodo positivo, con una generale crescita degli ospiti, che rischia però di essere rovinato dalla difficoltà legata al caro bollette.

«Passare da circa 50 ospiti del primo semestre del 2022 a circa 70 complessivi, come prevediamo per fine anno, rappresenta un traguardo molto importante per assicurare la sostenibilità economico-finanziaria della Struttura» commenta Gasco. Dal mese di luglio sono iniziati ad aumentare gli ingressi sia di anziani autosufficienti in RA e sia di persone non autosufficienti in RSA. Inoltre sono già stati assegnati i quattro minialloggi per persone autosufficienti. Nel corso del 2022 sono state apportate alcune modifiche organizzative e, anche grazie alla preziosa attività di volontariato prestato per consentite le visite agli ospiti, per l’animazione e per opere di manutenzione ordinaria, si è avviato un processo di normalizzazione post-Covid che ha visto anche aumentare il numero dei dipendenti (attualmente circa 30) oltre agli incarichi a professionisti esterni per le attività specialistiche. Su tutto questo però attualmente pesano i rincari delle utenze.

«L’aumento incontrollabile del costo del gas e dell’energia elettrica mette a rischio la sostenibilità delle Case di Riposo - dice ancora Gasco -. A livello nazionale e regionale occorre attivare immediati meccanismi di sostegno di questo settore avendo ben presenti, e spero che anche la “politica” se ne renda conto, che nella migliore delle ipotesi i maggiori costi ricadranno sulle famiglie degli ospiti (peraltro già in difficoltà anche loro) e nella peggiore ipotesi provocheranno la chiusura delle Strutture. Ciò rappresenterebbe una “bomba sociale” funesta, con anziani non più assistibili e con un effetto deleterio sull’occupazione, se pensiamo che la forza lavoro occupata e ben oltre al 40% del numero degli assistiti. Che ne sarebbe di tutte queste famiglie restate senza lavoro o con anziani da assistere a casa?».

Una tegola che rischia di mettere in difficoltà una struttura in cui tanto lavoro è stato fatto in questi mesi, della ripresa post pandemica. Tra gli adempimenti di maggior rilievo occorre annoverare la modifica statutaria in Ente del Terzo Settore che sta consentendo l’iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, anche al fine di facilitare l’accesso a contributi e, grazie ad agevolazioni fiscali, di incentivare donazioni quali il 5 per mille. Conclude il presidente: «Nel corso dell’anno abbiamo attivato il sito internet, sviluppato ulteriori rapporti con le Parrocchie e con altri enti ed associazioni e richiesto ed ottenuto contributi, anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Abbiamo inoltre avviato un processo di ammodernamento della Struttura con un impianto WiFi interno completo ed il posizionamento di televisori in tutte le camere. Sono inoltre in corso alcune progettazioni di manutenzione straordinaria sia interna e sia nella parte esterna, parcheggio compreso, oltre alla installazione di un impianto fotovoltaico sui tetti che consenta in prospettiva di ridurre i costi dell’energia elettrica la cui crescita ci sta facendo soffrire e molto preoccupare per il futuro».

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