Wanderlust – Viaggiare nei luoghi del cinema

Il secondo pezzo del "nostro viaggio" e nel Cinema, e nei luoghi resi famosi dalle pellicole. Un vero e proprio Turismo del Cinema

di Giovanni Rizzi

Può un balcone diventare una meta turistica di culto? Certamente, se parliamo del famosissimo balcone di Romeo e Giulietta, imperdibile tappa veronese per le coppie di innamorati di tutto il mondo. Più difficile comprendere, per i non cinefili, il morboso interesse per il terrazzino a strapiombo sulla tangenziale di Roma, celebre per la famosa scena in cui Fantozzi decide di prendere l’autobus “al volo”...

Siamo agli estremi della goliardia ma questa nota curiosa è la porta d’ingresso nello
strano mondo del turismo da film.

Negli ultimi anni il fenomeno si è esteso, con connotazioni anche molto serie, grazie a contenuti specifici presenti in siti web, programmi TV e rubriche impegnati ad illustrare i Luoghi del cinema. Regalando agli appassionati deviazioni imperdibili nei consueti itinerari
da viaggio. Se per ammirare la fontana di Trevi non è necessario essere fan di Fellini, discorso diverso riguarda i molteplici borghi rimasti anonimi, immortalati nelle pellicole prima che cinema e turismo intrecciassero le loro strade.

Torino e Profondo Rosso
Torino e Profondo Rosso: la Città Sabauda è stata teatro di scena per numerose pellicole, e da qui luogo di visita per numerosi turisti del cinema

In Italia questo è accaduto durante le prime stagioni di Montalbano, dove le meraviglie delle località siciliane hanno avuto un ulteriore spot col celebre commissario. Da quel momento molte più persone hanno dedicano il tempo dei loro viaggi a scoprire quei luoghi, a volte anche insoliti e difficili da raggiungere, visti sugli schermi. Per alcuni è diventata una malattia, che li porta alla strenua ricerca delle location più bizzarre.

Vagando per la campagna lombarda sulle tracce di “Borgo Tre Case”, ambientazione di “Il ragazzo di campagna”, o sulle colline torinesi sperando di imbattersi nella villa di “Profondo Rosso”.

Il cinema ha sempre trattato il tema del viaggio come metafora di ricerca interiore, e pare denigratorio che questo alto pensiero abbia una riconversione in questo vezzo per appassionati. Come accaduto ad Holman, dove il viaggio aveva scopi terapeutici, queste tappe nei luoghi del cinema possono avere un significato più profondo.

Attraverso le memorie e le atmosfere che si muovono in essi, aiutandoci a comprendere l’anima e il significato di un film.

Scopri gli altri articoli della serie "WANDERLUST – Sull’orlo della catastrofe":

Paolo Roggero - Invito al viaggio

Viter LUNA - La Mongolia: l’ultimo Wandelust dei CSI

Marika Mangini - Verso orizzonti sconosciuti alla ricerca di sé stessi



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