Tornano le “matinée” del Festival dei Giovani Musicisti Europei: domenica il pianista Gasparian

La consuetudine novembrina delle mattinate musicali al Circolo di Lettura riprende con la nuova gestione targata Academia Montis Regalis. Primo appuntamento con i virtuosi del Quartetto Paganino

Domenica 13 novembre alle 11 al Circolo Sociale di Lettura di Mondovì il pubblico monregalese potrà apprezzare la raffinata arte di Jean-Paul Gasparian, pianista parigino di sconfinato talento, che ha iniziato a conquistare le più prestigiose platee europee prima ancora di compiere 20 anni, grazie a una tecnica impeccabile e a una eccezionale vena introspettiva, che gli permettono di eseguire in una chiave estremamente personale anche i capolavori più noti del grande repertorio pianistico di cui si credeva di sapere tutto. Il programma del suo recital è imperniato sulle opere di due degli autori più emblematici dei primi anni del XX secolo, il francese Claude Debussy e il virtuoso russo Aleksandr Scriabin, i cui lavori saranno affiancati da un brano molto affascinante di Arno Babadjanian, compositore armeno morto nel 1983, con produzione pianistica tuttora in attesa di una riscoperta sistematica. Va sottolineato il fatto che Jean-Paul Gasparian è stato inserito dall’autorevole rivista specializzata francese Classica nel novero dei dieci pianisti più promettenti della giovane generazione. La presentazione del concerto sarà affidata al musicologo torinese prof. Giovanni Tasso che alle ore 10.45 introdurrà il programma del pianista transalpino preparando il pubblico presente al repertorio proposto. Ingresso euro 10 intero e euro 7 ridotto. Per info. segreteria@academiamontisregalis.it o telefonare al numero 0174/46351. A seguire un aperitivo offerto dalla Fondazione Academia Montis Regalis.

Dalle ombre della guerra alle luci del classicismo viennese

Il Quartetto Paganino attraversa due luminose partiture di Schubert e Dvorak, per calarsi nelle ombre dell’8º quartetto di Shostakovic

Dopo l’anteprima di sabato 29 ottobre, in sala Ghislieri, domenica il Festival dei Giovani Musicisti Europei si è riproposto nelle sue collocazioni abituali. Il pubblico è tornato, un anno dopo, a varcare la porta del Circolo Sociale di Lettura a Piazza per assistere alla prima delle quattro matinée che compongono l’edizione 2022. È una giornata che segna un giro di boa per la storia di questa manifestazione. Per la prima volta la regia è curata dall’Academia Montis Regalis e non è affidata all’Associazione Linus Cultura e al vicese d’adozione Lutz Lüdemann, ex-segretario generale dell’Orchestra Sinfonica di Vienna oltre che collaboratore delle radio di Colonia e Stoccarda. Fu proprio Lüdemann a inventarsi il Festival, che debuttò nel 2016 con obiettivi ambiziosi ma precisi: portare in città l’eccellenza, offrire un palcoscenico a giovani strumentisti lanciati verso il professionismo, avvicinare un nuovo pubblico al grande repertorio. Il primo appuntamento di questa nuova edizione targata Academia Montis Regalis è risultato perfettamente in linea con il livello di eccellenza raggiunto negli anni scorsi: i membri del Quartetto Paganino sono strumentisti di livello eccelso, il loro obiettivo è chiaramente guadagnarsi un posto nel professionismo internazionale. Leo Esselson, Ludwig Balser, Charlotte Stickerl, Samuel Weilacher sono tutti tecnicamente formidabili, con una padronanza assoluta dei rispettivi strumenti e un’intonazione perfetta. L’esecuzione dei tre brani in programma è caratterizzata da una cura maniacale delle dinamiche e delle sfumature, con equilibrio e al contempo compattezza di suono. Se il primo e l’ultimo brano (l’”Allegro assai” del “Quartettsatz” di Schubert e l’”Americano” di Dvorak) sono caratterizzati da una spumeggiante fantasia tematica e divertente virtuosismo, il brano centrale, l’8º quartetto di Shostakovic richiede una maturità tecnica e interpretativa particolare. Ascoltarlo oggi, con le cupe vampe delle distruzioni in Ucraina ancora negli occhi, è un’esperienza fortissima, ed è una coincidenza curiosa e significativa che, nella stessa settimana, l’Orchestra Rai a Torino abbia eseguito la 7ª sinfonia “Leningrado” del compositore (esecuzione trasmessa in diretta e in streaming, sia audio che video e liberamente riascoltabile online). Due lavori in qualche modo speculari: la sinfonia, composta di getto con l’esercito tedesco alle porte della città russa, e il quartetto, scritto sotto l’impressione del bombardamento di Dresda, raccontano entrambi la tragedia della guerra. Le forme classiche si caricano nella penna dell’autore di un dolore lancinante, deformandosi in modo quasi espressionistico. Il quartetto scivola da tratti estremamente dolenti, in cui l’uso della dissonanza è quasi espressione fisica del dolore, a momenti caricaturali e grotteschi, in cui la retorica marziale viene spernacchiata, trasformando temi melodici militareggianti o popolarmente borghesi in una maschera grottesca e sardonica.

 



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