Dialisi a Mondovì, Icardi fa chiarezza:; «Vogliamo realizzarla a Mondovì ma senza chiudere Ceva»

Siamo alla quarta puntata. La questione del Reparto Dialisi a Mondovì è diventata una saga - o meglio un romanzo a puntate di quelli epistolari: lettere, risposte, aggiunte, repliche. E anche qualche passaggio complicato.

Dopo la proposta di Forza Italia di Giampiero Caramello, la condivisione del sindaco di Mondovì Luca Robaldo  e infine la replica secca del segretario cittadino della Lega Guido Tealdi, arriva una nota stampa dell'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, che afferma: «Non c’è nessuna lontanissima intenzione di mettere in discussione l’Emodialisi dell’Ospedale di Ceva». E aggiunge: «Semmai si tratta di implementare il Servizio, anche attraverso la realizzazione di un nuovo reparto nell’Ospedale di Mondovì».

L'ufficio stampa precisa che "l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, mette a tacere le voci secondo cui il progetto della dialisi a Mondovì andrebbe a scapito dell’Ospedale di Ceva".

Una diatriba vecchia di vent'anni: ogni volta che si parla di Ospedali e sanità, torna a galla la contrapposizione "Mondovì-contro-Ceva". Questa volta però (questo va detto per dovere di cronaca), nessuno aveva accennato alla chiusura di Ceva.

Di "voci", a scorrere le dichiarazioni, non c'era traccia. Caramello (Forza Italia), scriveva che l'apertura della Dialisi a Mondovì «consentirebbe di alleggerire e suddividere il carico di lavoro con l’Ospedale di Ceva, il quale non deve intendersi “depotenziato”». E Robaldo aveva parlato di Mondovì come "seconda sede": «Il servizio dialisi è fondamentale e, al fine di erogarlo nel migliore dei modi, è necessario il coordinamento con il nosocomio di Ceva: a Mondovì potrebbe così sorgere una seconda sede». E Tealdi, riferendosi proprio alle intenzioni di Icardi, aveva parlato di «non ridimensionare il reparto dialisi di Ceva». Nel turbine politico, almeno in questo passaggio, la Lega e Forza Italia sembrano addirittura essere non troppo allineate.

«L’emodialisi – afferma ora Icardi – è un servizio irrinunciabile, salvavita. Ne abbiamo avuto dimostrazione proprio a Ceva, che durante la pandemia ha accolto i pazienti liguri bloccati da problemi alla viabilità. Il Servizio non si è mai interrotto, nemmeno quando è venuto a mancare l’apporto degli operatori no-vax. Ci siamo attivati in ogni modo, riuscendo sempre a garantire il servizio, attraverso la rotazione del personale. Per queste ragioni, da tempo l’Assessorato alla Sanità sta lavorando al potenziamento del Servizio Dialisi in tutto il Piemonte. La scorsa settimana è stato presentato il progetto del Centro Dialisi di Saluzzo, che passerà da 8 a 12 posti letto. Quanto a Mondovì, c’è la volontà di intervenire con la realizzazione di un nuovo reparto nell’area considerata “a grezzo” del nuovo Ospedale, per dotare il Distretto Ceva-Mondovì di un Servizio multisede, in grado di fornire un’offerta più adeguata alle necessità del territorio e alla riduzione dei tempi di attesa».

Ma le risorse economiche per aprire la Dialisi a Mondovì, ci sono? Qua Icardi aggiunge un dettaglio: «Stiamo vagliando, insieme con l’Asl Cn1, la disponibilità delle risorse economiche per l’attuazione del progetto. L’augurio è che, anche a Mondovì, il territorio riesca ad innescare quel “gioco di squadra” che a Saluzzo ha permesso di raccogliere oltre 700 mila euro di donazioni da parte dei Comuni e delle Associazioni del territorio. Un’iniziativa che è risultata fondamentale per finanziare e dare avvio all’opera». Sarà quindi il territorio a dover trovare i soldi?

 



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