A Carrù il vescovo benedice la Confraternita del Bue grasso e del Gran Bollito

Mons. Egidio ospite in Sala consigliare, per la presentazione del logo e delle attività dei “confratelli”: «Per ottenere risultati significativi bisogna mettersi insieme»

il Gran Priore Dario Perucca, con il sindaco Nicola Schellino e il vescovo mons. Egidio Miragoli

«Mettere insieme diverse realtà ci ha permesso di essere squadra, anzi una famiglia». A un anno dalla fondazione parla così Dario Perucca, allevatore e Gran Priore della “Confraternita del Bue grasso di Carrù e del Gran Bollito”. Nel pomeriggio di lunedì, 21 novembre, presso la Sala consigliare del Municipio è stato accolto il vescovo di Mondovì, mons. Egidio Miragoli, per la presentazione del logo e delle nuove chiavi che simbolicamente faranno da apertura al paese carrucese che è “Porta della Langa”. Qui, il 15 dicembre prossimo, ci si attrezza per vivere quello che è il giorno più lungo dell’anno, la “Fiera del Bue grasso” numero 112.

«Sto toccando con mano, anche in occasione della visita pastorale in corso, le varie eccellenze e le fragilità del territorio», ha commentato il vescovo Egidio. «Ovviamente non mi occupo di attività turistica né commerciale, tuttavia mi sono trovato più volte ad incentivare ed apprezzare la promozione del territorio. Ciò che va in questa direzione mi sta a cuore, come vescovo e come cittadino». E poi ha lanciato quella che chiama una «provocazione», immediatamente raccolta dai presenti: «Le confraternite sono nate in ambito parrocchiale, con finalità caritatevole. Per secoli hanno rivolto l’attenzione ai più bisognosi. Sarebbe positivo, annualmente, compiere un gesto di carità verso qualcuno».

Al tavolo erano presenti i soci “confratelli” fondatori: dagli allevatori Antonella Blua (del Consorzio di tutela) e Natale Manzo, a Beppe Cravero (ristoratore del “Vascello d’oro”), Giuseppe Romanisio (commercialista), Silvio Chionetti, Efrem Biaritz e Mimmo Fazzari (del “Caffè Portici”). Sua l’idea, assieme alla moglie Silvia, di realizzare le chiavi della “Porta della Langa”, forgiate dalla ditta carrucese fratelli Veglia: «Con il bar è come se fossimo i primi vicini di casa di tutti. Simbolicamente consegniamo la chiave al “confratello” per entrare nel nostro paese, nella nostra casa». Le chiavi saranno ora sistemate in varie attività commerciali nel paese.

Il logo della Confraternita, con il disegno del monumento del bue di Carrù, è invece stato dipinto dal pittore Bruno Bianco. Il prossimo appuntamento, ancora prima della Fiera, è rivolto alla “Venerabile” Colazione per tutti gli amici Confraternita per domenica 11 dicembre  con battuta di carne e dolcetto alle 9.30 sotto il Pala Fiera in piazza Divisione Alpina.



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