La Fondazione CRC porta Tiziano, Veronese e Tintoretto a Cuneo

Nel Complesso monumentale di San Francesco fino a marzo sarà possibile ammirare cinque pale d'altare di Tintoretto, Tiziano, Veronese. Un evento culturale davvero straordinario, in collaborazione con Intesa San Paolo e il Patriarcato di Venezia

 

È davvero un evento eccezionale quello che si inaugura oggi, mercoledì 23 novembre, a Cuneo alle 17:30. La Fondazione CRC in collaborazione con Intesa Sanpaolo e il Patriarcato di Venezia ha portato a Cuneo negli spazi del complesso monumentale di San Francesco alcune opere di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Tre straordinari maestri della pittura italiana, esponenti dell'arte Veneziana famosa in tutto il mondo. Opere che si trovavano distribuite in cinque chiese diverse e che per la prima volta sono riunite in un unico spazio, raccontate con l'ausilio di un illuminazione a led speciale e con video. La mostra è stata curata da don Gianmatteo Caputo e da Giovanni Carlo Federico Villa, con il supporto organizzativo di Mondo Mostre.

La mostra è un po' la conclusione finale dei festeggiamenti legati al trentennio della Fondazione CRC, da sempre presidio sul territorio che sostiene e promuove attività culturali e non solo a favore della collettività.

Le opere dei maestri della luce del colore, sono valorizzati attraverso un innovativo sistema di illuminazione a led denominato Monza, e curato dal gruppo Zumtobel. L'illuminazione complessiva dell'opera, curata dalla ditta  viene alternata a momenti in cui le luci led si focalizzano su determinati dettagli e aree del quadro con l'intento di riportare l'attenzione dello spettatore su singoli dettagli seguendo la narrazione evangelica che viene esplicata dall'immagine.

 

La Resurrezione, di Veronese

In questo modo l'esperienza del visitatore si accresce di una componente emozionale importante e questi può seguire la lettura del quadro quasi in modo narrativo.

La mostra è stata presentata dai presidenti della fondazione CRC e della banca Intesa San Paolo ovvero Ezio Raviola e Gian Maria Grosz Pietro, insieme ai curatori.

L'Annunciazione di Tiziano Vecellio

La mostra si apre con un focus precipuo sulla città di Venezia, per chiarire il contesto straordinario in cui si collocano le 5 opere in esposizione. Cosa ha rappresentato la città per il mondo, nei secoli scorsi? A questa domanda si è cercato di dare una risposta con risorse audio e video, per poi passare a un'introduzione legata ai tre artisti: Tiziano Vecellio, Jacomo Tintoretto e Paolo Caliari detto il Veronese. Le cinque opere provengono da cinque chiese diverse: la chiesa di San Salvador, quella di San Francesco della Vigna, quella dei Santi Gervasio e Protasio e quella di Santa Maria del Rosario. Le opere sono tutte ispirate a episodi evangelici: in particolare di Tiziano si può ammirare l'annunciazione, di Tintoretto l'Ultima Cena e la Crocefissione, del Veronese il Battesimo di Cristo e la Resurrezione di Cristo. L'accostamento delle cinque opere (presentate con adeguato focus relativo alle chiese da cui sono state estrapolate) è perfetto per far emergere i talenti straordinari nel colore dei vari artisti. È un Tiziano maturo, quello di questa Annunciazione, innovativa nella composizione e particolarissima per l'uso del colore. Una pennellata sottilissima, quasi liquida, con un colore estremamente leggero è quella che costruisce gli strati delle figure, regalando effetti di striatura incredibili (si vedano soprattutto le ali dell'angelo) con una pittura eterea, «fatta di niente» come riassume il curatore Villa nel presentarla.

Battesimo di Cristo, Veronese

Il realismo e la teatralità la fanno da padrone nel vedutista Tintoretto, l'uomo che ha costruito, forse più di altri, l'immagine della Venezia cinquecentesca nel mondo. Il suo Cristo, dal volto popolareggiante, campeggia al centro di un Ultima Cena ricca di dettagli espressivi e sottilissimi: su tutti, il dettaglio di un apostolo che apre una pentola, facendone uscire un po' di vapore. Una resa impressionante, peraltro di un dettaglio realistico non comune per l'epoca. E quella seggiola rovesciata, di scorcio, oltre a essere un pezzo di bravura, rivela influenze successive importanti, basti pensare alla camera ritratta poi da Vincent Van Gogh. La crocifissione, poi, rivela tutto il virtuosismo dell'autore nella resa dei raggi che dipartono da un Cristo che è già nell'altrove. Ancora di più, nella parte inferiore del quadro, viceversa molto terrena, in cui il realismo delle espressioni dei volti, la teatralità della scena (anche qui) si impone all'attenzione dell'osservatore.

Ultima Cena, Tintoretto

Infine, la Resurrezione ci rivela il motivo per cui Veronese era conosciuto come il tesoriere dei colori. Quella che si dipana sulla tela è una vera e propria sinfonia, costruita con una rispondenza e un accostamento curatissimo tra le varie tonalità cromatiche. 

La mostra è aperta il martedì e il venerdì, dalle 15.30 alle 19.30 (al mattino su prenotazione per gruppi e scolaresche). Sabato e domenica corario continuato dalle 10 alle 19.30

L'ingresso è gratuito. Chi visiterà la mostra, con il biglietto ottenuto, avrà diritto a un ridotto alle Gallerie d'Italia di Milano, NApoli, Torino e Vicenza. La promozione è valida fino al 30 giugno 2023

Giovedì 24 e 25 novembre si terranno visite guidate inaugurali alle ore 18, con distribuzione dei cataloghi (necessario registrarsi su eventbrite)

Sabato 26 e 27 novembre altre visite guidate, alle 15.30, anche qui con consegna di cataloghi omaggio.

Visite guidate gratuite sono possibili tutti i sabati e le domeniche alle 15.30



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