“Com’eri vestita?”: a Mondovì la mostra di Amnesty che espone vestiti delle donne violentate

È una mostra dura, durissima, un pugno nello stomaco. È già stata allestita in molte parti di Italia e arriverà anche a Mondovì: “Com’eri vestita?”, un’installazione itinerante di Amnesty International che racconta storie vere di violenza sessuale. Attraverso un concetto: la ricostruzione fedele degli abiti indossati dalle vittime quando vennero violentate.

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Dal 26 novembre e fino al 8 dicembre, nell’ambito degli eventi organizzati dalla Città di Mondovì per celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2022, la mostra sarà esposta in forma itinerante la mostra. Sono maglioni, jeans, pigiami, tailleur da ufficio e altri abiti comuni con cui intende sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza contro le donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti.

La mostra, nata nel 2013 da un’idea di Jen Brockman dell’Università del Kansas, gira l’Italia grazie all’Associazione Libere Sinergie, che ne propone un adattamento al contesto socio-culturale del nostro Paese, e all’impegno dei gruppi locali di Amnesty International Italia nell’ambito della campagna #IoLoChiedo.: il sesso senza consenso è stupro”, volta a chiedere un adeguamento della legislazione italiana alle norme internazionali, modificando l’articolo 609-bis del codice penale per considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.

«Non è l’abito che si indossa che causa una violenza sessuale, ma è una persona a causare il danno», è il messaggio alla base della mostra. Eppure, molto spesso, la domanda «Com’era vestita?» emerge nella chiacchiera comune attorno a un caso di violenza. E il senso della domanda è chiaro: “Se l’è cercata”, “Un po’ è anche colpa sua”, “Ha provocato”, “Se si fosse vestita in un altro modo”… eccetera. È il tema portato a galla dal poema “What I was wearing” (“Quello che indossavo”) di Mary Simmerling: «Cosa indossavo, quella notte? – recitano i versi –. Mi hanno fatto questa domanda un sacco di volte. Mi hanno costretto a ricordare un sacco di volte. Ricordo anche cosa stesse indossando lui, quella notte. Ma nessuno me lo ha mai chiesto».

La mostra sarà inaugurata in Piazza Monteregale, dopo la “CAMMINATA DEI CAPPELLINI ROSSI” che partirà dal Parco Villa Nasi alle 14.30. Per conoscere luoghi, date e orari di esposizione scrivere a ant.pie06@amnesty.it oppure attraverso Facebook e Instagram @amnestycuneo

Sarà allestita a Mondovì dal 26 novembre, giorno della “Camminata dei cappellini rossi”, partendo da piazza Monteregale e sarà presente sul territorio della città fino all’8 di dicembre.

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