Frutti antichi e zuppa della tradizione: a Farigliano torna la “Fiera dei puciu”

Domenica 4 dicembre il paese ospita l’ultima sua festa dell’anno. Il “piatto forte” sarà ancora la “minestra degli uomini”, cotta per l’intera notte in grandi calderoni in piazza

Tra gli ultimi appuntamenti dell’anno prima del Natale, Farigliano si prepara ad ospitare la tradizionale “Fiera dei puciu e di San Nicolao”, in programma per domenica 4 dicembre (con una importante anteprima il giorno precedente). Con l’organizzazione del Comune e dell’attivissima Pro loco, il programma si apre appunto sabato 3 dicembre alle ore 16 in municipio, in occasione della consegna della Costituzione ai diciottenni del paese da parte del sindaco Ivano Airaldi. Il giorno dopo ecco la vera e propria Fiera: dalle 9.30 apre la mostra fotografica “Ricordando i girasoli” nel palazzo comunale, mentre alle ore 11 va in scena l’inaugurazione ufficiale della kermesse alla presenza della Banda musicale “I Giovani”, con il taglio del nastro sotto il ciuché, il corteo per il paese e i discorsi istituzionali in piazza. Dalle 11.30, via alla distribuzione della tradizionale “minestra degli uomini” (da asporto o da gustare sul posto), zuppa autunnale di trippe, verdure e ceci di Nucetto, cotta per l’intera notte in grandi calderoni dai volontari e preparata, come vuole la tradizione, soltanto dagli uomini del paese. Proseguimento, nel pomeriggio, dalle ore 14 con caldarroste e vin brulè sotto i portici bassi (offerti dal Gruppo Alpini) e l’immancabile gioco dei birilli, le “bije” di Farigliano, competizione alla quale da sempre possono prendere parte soltanto le donne. Per l’intera giornata, mercato tradizionale e di prodotti locali in piazza, mostra di trattori d’epoca sulla piazza del ciuché, street food, canti popolari con la Corale “I Gat Russ” per le vie del paese e mostra “Forme d’acqua” (acquerelli di Antonella Bruno) in Biblioteca. «Speriamo in una buona affluenza nel giorno della Fiera – commenta il sindaco Ivano Airaldi – e confidiamo anche soprattutto che il bel tempo accompagni l’evento, considerato che la cottura della minestra avviene direttamente in piazza, nel grande calderone. Aspettiamo i visitatori in centro paese, per una domenica all’insegna dell’allegria e della voglia di stare insieme».

Dopo una maturazione al caldo, nasce la confettura di puciu
«La nostra “macchina organizzativa” è ormai rodata – commenta Marita Barberis, presidente della Pro loco –. Invitiamo tutti a gustare alla Fiera la confettura di puciu che prepariamo noi stessi. Dopo aver raccolto i frutti e averli lasciati maturare al caldo, nelle cassette, proprio in questi giorni stiamo preparando i vasetti di marmellata. Ci occuperemo ancora ovviamente anche della “minestra degli uomini”: dopo la preparazione di tutte le verdure, gli uomini si alternano per 12 ore, lungo tutta la notte, rimestando nel grande calderone. Al mattino avremo ben 6 quintali di profumata zuppa fumante, pronta da servire».

Area giochi per bimbi e grande street food
L’assessore Andrea Bertone, che ha seguito in prima persona l’allestimento, spiega: «La grande novità di quest’anno sarà la presenza di un’area gioco per bimbi, con gonfiabili posizionati nella piazzetta della fontana, davanti alla Cremeria. Invitiamo tutti inoltre a provare la ricca offerta street food per il pranzo, con numerose prelibatezze tra le quali anche gli gnocchi al Castelmagno».

La zuppa: un omaggio degli uomini alle donne del paese
La “minestra degli uomini” è un omaggio degli uomini alle donne del paese. Le origini risalgono al 1300, quando la marchesa Isabella Doria ottenne dal consorte, Manfredo IV di Saluzzo, l’autorizzazione per le donne fariglianesi a sfidarsi al gioco dei birilli, le “bije”. Una concessione estesa alla Fiera di San Nicolao, per cui nella notte, quando gli uomini erano intenti a preparare la minestra della festa, le donne giocavano ai birilli o semplicemente avevano tempo per dedicarsi a loro stesse.

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