il Disco dell’Anno 2022 di CULTURECLUB51

La musica ha da sempre cavalcato le mode, dai mods al punk, passando per il new romantic o il grung. E oggi?

La musica delle identità
Quale spazio per chi ascolta?

Mala tempora currunt è un’espressione latina – di cui si ignora l’origine (probabilmente
volgare) – in cui si presagivano tempi nefasti. Per la musica sicuramente non si vive un’epoca chiara anche se, in apparenza e dall’esterno, sembrerebbe che le cose marcino a gonfie vele.

I vinili hanno superato le vendite dei CD (ne dava notizia "il Sole", qui, e nuova notizia di qualche giorno fa, qui), ma l’oggetto ha perso totalmente il contatto con quello che è il vero business della fruizione: lo streaming. Rispetto al passato in cui coesistevano forme di consumo differenti, talune a bassissimo costo come la radio che si affiancava al mercato delle vendite, questa forbice si è allargata a dismisura.

Parimenti si comincia (finalmente!) ad alzare il tiro nel confronto ed a parlare, non solo tra gli addetti ai lavori, di bulimia di produzione sulle piattaforme in streaming, di problema della remunerazione degli artisti e di sistema economico traballante, di prezzi stellari per live che riguardano artisti alla prima comparsa su di un palco, di produzioni dove tutto viene preconfezionato in studio e ciò che è suonato “on stage” (sovente ci si può permettere di schiacciare un “play” e far partire le basi), di palazzetti che vengono riempiti con le prevendite online in meno di una mezz’ora con buona pace per chi è costretto poi a cercare su piattaforme di vendita secondaria gli stessi biglietti a prezzi folli, o delle band “minori”, quelle che in tempi diversi potevano riempire un club ed oggi va bene se riescono a fare meno della metà nella stessa sala, quelle che nell’arco di poco tempo (un paio d’anni o meno) sono passate da fare tremila paganti a zero, e quelle che un tempo potevano accontentarsi di uno zoccolo duro di due o trecento persone e con il numero di live tirar su la carretta e che oggi vista la riduzione delle sale da live non trovano più la possibilità di stare in piedi.

LA MUSICA È UN LUSSO

La musica è sempre stata un lusso – chi ha superato i quaranta ricorderà di personaggi oggi storici del nostro cantautorato che per anni hanno esercitato anche altre professioni, vedi Vecchioni o Conte – appannaggio di pochi eletti che potevano permettersi, come capitava anche in altre discipline come la letteratura, tanto per fare un esempio, di vivere esclusivamente di arte.

Si sta tornando ad una situazione assai simile, poco conta quale sia il modello giusto o se siano stati gli anni trascorsi ad aver rappresentato un episodio unico. Ci sono generi che, anche per queste ragioni, affrontano il problema e la questione del lusso, della società dei consumi e che ci raccontano dell’efferatezza con cui questa si è imposta nei modelli culturali e artistici dei giorni nostri; con la stessa ferocia si propongono al pubblico ed il messaggio è talmente disturbante che si è generata una frattura generazionale assai evidente – tanto più che l’età media di questi artisti è bassa – rispetto a ciò che arriva dalle precedenti espressioni artistiche.

Rap e Trap sono i generi che in questo mondo di bulimia da comunicazione musicale sguazzano e fanno la parte del leone. Riuscire a decrittare i messaggi, setacciando strofe e basi musicali trovare il buono e scartare ciò che è privo di consistenza, è lavoro tutt’altro che banale perchè – come di bulimia si parla nella produzione musicale – la profusione di notizie, recensioni e informazioni contribuisce alla generazione del brusio della disinformazione.

IL "FENOMENO" THASUP

In questa bulimia di informazioni ciò che resta però diventa chiaro e deflagra nella sua dirompente originalità. Il fenomeno della musica italiana oggi, e in questo 2022 (a lui il compito di mantenere le aspettative per una elevata capacità dimostrata fino ad ora) è senza dubbio Thasup, (t)rapper romano messosi in evidenza già dal 2019 come Tha Supreme e che con il disco C@ra++ere S?ec!@le (l’accrocchio va letto come “Carattere Speciale”) è assurto a nuovo idolo della nuova generazione di ascoltatori.

L’aspetto più sorprendente, se si vuol considerare l’età – oggi – un fattore determinante resta, come scritto poc’anzi, la questione generazionale: fino a pochi lustri orsono, adolescenti e giovani si formavano o crescevano sulle note di artisti di una decade precedente o, nella migliore delle ipotesi, di coetanei. Oggi Thasup parla sì a coetanei ed ai giovanissimi che un tempo ascoltavano gli album che papà e mamma portavano in casa. Un fenomeno come quello di Thasup – facciamo il confronto con il disco dell’anno 2021 che aveva portato Marracash a prendersi l’attenzione del pubblico “pop”, così come di quello più “esigente” (Noi, Loro, gli Altri ha vinto il premio Tenco nel 2022) – per quanto si stia sempre nel genere è decisamente diverso rispetto ad un percorso artistico che dura da più di quindici anni di un over 40s.

COS’È ORA IDENTITÀ?

Difficile darne una spiegazione e soprattutto trovare le parole più corrette per descrivere un senso identitario attuale; diverso rispetto a quello passato, sebbene individuarne delle profondissime differenze è tutt’altro che facile. I generi restano estremamente eterogenei al loro interno, ma paradossalmente omogenei per chi li guarda da fuori. La differenza sta forse nella loro fruizione e di come, oggi, l’ascoltatore arriva a certi generi rispetto al passato per attraversali oppure sceglierli come propri: la maggior capacità di attraversare i generi da parte degli artisti è inversamente proporzionale alla disponibilità dei loro ascoltatori a fare altrettanto. Lo dimostrano artisti come Thasup molto impegnato nel lavorare non solo all’interno del mondo rap e trap, ma viceversa da parte di altri artisti che non vedono con il fumo negli occhi uno scambio artistico tra mondi apparentemente differenti; quello che hanno fatto ad esempio i Calibro35 con numerosi artisti del “nuovo pop”.

COSA RESTA

La fruizione è cambiata: per quanti se ne possano vendere, gli album sono sempre più considerati “bene superfluo” sebbene resistano all’interno delle nicchie di ascoltatori più appassionati. Si parla di nicchie di ascoltatori, anche qui, non a caso; quelle che, come buona parte del pubblico, seguono canoni precisi a seconda di quali siano i generi che vengono frequentati. Alla conta, gli album vengono pubblicati, e giudicati. Alcuni restano più conosciuti, altri meritano di essere considerati tali sebbene magari non vedano una nascita su supporto fisico.

Nel resto dello speciale vedremo di approfondire proprio questi aspetti.

ANALISI - Chi non muore si rivede - La TOP 50 dei dischi ascoltati nel 2022

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