Lucio&Lucio. I canti liberi degli angeli

A marzo 1943 nascevano due grandi del pop, ma soprattutto della musica italiana

In un mondo che non ci sente più... marzo 1943 versus marzo 2023. Due grandi della musica pop italiana oggi compirebbero 80 anni. Entrambi nati nel 1943 a distanza di un giorno l’uno dall’altro e pure omonimi, Battisti e Dalla hanno segnato la musica popolare italiana.

Tante le loro canzoni che oggi cantiamo in gruppo, che fanno famiglia, riconciliano, mettono le persone e le generazioni a confronto ed in dialogo. Entrambi arrivano al pop in età abbastanza giovane, ed entrambi in modo particolare.

Oggi noi li consideriamo e li ricordiamo per essere dei grandi interpreti, ma la loro grandezza va forse ricercata maggiormente invece e principalmente nelle capacità musicali, oltreché vocali.

Lucio Dalla è un clarinettista che verrà considerato per buona parte degli anni ‘70 come un fenomeno “sopra le righe” del panorama musicale di quegli anni (prima uscita con Paffff ... Bum!): si potrebbe dire il fenomeno più estremo all’interno della musica leggera, per come il pop viene inteso in quegli anni e considerando che i cantautori dell’epoca (Guccini e De Andrè prima, Venditti e De Gregori dopo) viaggiano e vengono considerati al di fuori di quello che veniva ritenuto “mainstream”. Dalla è personaggio che invece ama lo spettacolo (in gioventù ha fatto anche teatro), comincia la propria esperienza come cantante melodico, per poi entrare in televisione a Sanremo e da lì costruirsi il proprio spazio, parallelamente alcuni album saranno delle vere e proprie chicche come Storie di Casa Mia (alla coppia Baldazzi/Bardotti si affianca nella scrittura dei testi la poetessa Paola Pallottino) e Il Giorno Aveva Cinque Teste che segnerà l’inizio della collaborazione con il poeta Roberto Roversi con cui pochi anni dopo creeranno una gemma rara come Automobili (anche uno spettacolo TV) prima dei grandi successi e la definitiva consacrazione a cavallo degli anni ‘80 con Com’è Profondo Il Mare (1977), Lucio Dalla (1979) e Dalla (1980).

Dalla e Roversi nello spettacolo RAI "Automobili" come l'omonimo album

Gli anni ‘80 sono il trampolino di lancio per Dalla: una carriera che vedrà il bolognese sempre più attento nel costruire album per ampie fasce di pubblico, dedicandosi invece in modo più mirato verso altre esperienze tra cui la Lirica e in modo particolare il grande amore di tutta una vita che non lo abbandonerà mai, il Jazz.

In un Paese come il nostro in cui si vive di dicotomie e campanilismi, dal dilemma Totti/DelPiero o Mazzola/ Rivera, se Mina viene considerata la regina della musica leggera italiana, il re naturale – più giovane di un giorno di Dalla – non può che essere Lucio Battisti, considerato urbi et orbi il principale artista del pop.

Interessante come Battisti – anche se eccessivamente ancorato al binomio artistico con Mogol – venga considerato molto per le sue qualità autoriali come se i testi fossero nelle loro canzoni imprescindibili, quando in realtà oltreché grande interprete la sua qualità fu principalmente quella di musicista.

 

A differenza di Dalla che resterà sempre molto radicato alla sua Bologna, Lucio Battisti lascerà la campagna laziale (da Castel Sant’Angelo in provincia di Rieti) per trasferirsi a Milano e in Brianza poi, con una valigia di cartone e una chitarra. Da autodidatta, Milano diventa un luogo ideale per Battisti dove mettere in luce tutte le sue qualità e le idee di autore, prima del grande salto come interprete. Se Franco Battiato ad un certo punto della propria avventura artistica decise di darsi al pop per cercare la fama, il percorso di Lucio Battisti è stato diametralmente opposto. Il suono, la musica e la sua voce (usata spesso come uno strumento in più per riempire o completare vuoti ed interstizi melodici) caratterizzata da un timbro molto personale saranno gli spunti su cui Battisti continuerà il proprio percorso di ricerca, anche nel passaggio al nuovo paroliere Panella.

Il successo (dagli anni ‘80 in poi) scemerà poco alla volta, ma lui continuerà nel proprio percorso artistico: il grande pregio di Battisti è quello di cominciare con la chitarra
ritmica, il rhythm and blues ed il pop.

Amore e Non Amore è il disco con cui l’artista vira verso il progressive, mentre negli anni successivi, specie dopo il viaggio negli Stati Uniti, apporterà le chitarre funk e nuove influenze. L’ultima fase avviata con Una Giornata Uggiosa ma che si concretizzerà con la fine del sodalizio con Mogol nel 1980 è quella verso l’elettronica. Ciò che farà considerare Battisti – a parere di un artista di non poco conto come David Bowie – secondo per qualità artistica al solo Lou Reed.

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