Anche la Pro Loco chiede di riesaminare l’installazione dell’antenna telefonica a Serra

Il presidente Mulattieri: «si tratta dell’ennesimo imbruttimento del territorio che contrasta con la nostra vocazione turistica»

Giovedì 23 febbraio il sindaco Franco Borgna aveva convocato un Consiglio comunale per porre la dovuta attenzione sull’installazione di un’antenna telefonica nella frazione Serra. L’opera, alta ben 30 metri, dovrebbe sorgere a pochi passi dal centro abitato, lungo via Cattini, strada che conduce al Monte Savino. Una zona caratterizzata da un incantevole paesaggio con una vista capace di spaziare su tutto l’arco alpino, dove la Pro Loco aveva anche ipotizzato l’installazione di una “panchina gigante”. È stata soprattutto la scelta della location a far storcere il naso di residenti e villeggianti, di cui si era fatto portavoce il consigliere Federico Borgna che, in quella sede, lo aveva definito “l’ennesimo stupro al paesaggio montano”. Anche l’Associazione turistica ha riunito il proprio direttivo e, affrontando la tematica, ha promesso di dar battaglia: «Sappiamo bene che le “ragioni di pubblica utilità” probabilmente, ancora una volta, avranno la meglio ma vogliamo chiedere alla ditta incaricata per lo meno di valutare altre ipotesi, meno impattanti da un punto di vista ambientale – ha dichiarato il presidente Davide Mulattieri –. Una simile installazione, purtroppo, contrasta con le caratteristiche di un luogo che si fa forte della natura incontaminata, della genuinità e della vocazione turistica. Serra ha già subito in passato l’azione di un’edilizia selvaggia e questo rappresenterebbe l’ennesimo imbruttimento». Le Pro Loco, infatti, fra le norme statutarie, prevedono lo sviluppo e la promozione turistica delle realtà e delle potenzialità naturalistiche dei territori. «Nella zona dove probabilmente verrà innalzata l’antenna vi è ormai da anni l’interesse di un turismo anche internazionale, in particolare olandesi che hanno effettuato forti investimenti – ha proseguito Mulattieri –. Anche per noi non si tratta di un “no” assoluto, ma la semplice richiesta che vengano valutate le altre ipotesi già proposte dall’Amministrazione. Oltre all’Alpet, dove sono presenti impianti similari, esistono infatti altre antenne, nella nostra stessa frazione, che potrebbero essere sfruttate per la connessione 5G». Serra, con le numerose sue seconde case, rischia di risentire di questa ennesima batosta dopo anni segnati dallo spopolamento. «La zona, in cui il valore immobiliare ha già subito un sensibile calo, risentirà di un ulteriore, inevitabile deprezzamento – conclude il presidente –. Il paese è unito e, per sensibilizzare ulteriormente sulla tematica, pensiamo di avviare una sottoscrizione che possa far arrivare la nostra voce alle Istituzioni interessate». La sensazione che serpeggia, dopo i numerosi esempi (solo nel 2020 era toccato a Monastero di Vasco), ormai è quella che installazioni simili possano avvenire in maniera incontrollata e in posizioni paesaggisticamente rilevanti.

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