Andrea Brunetti: «La mia convivenza con la sindrome di Tourette»

Il noto pizzaiolo di Bagnasco, ci racconta la sua vita, tra le sfide professionali, con i suoi locali a Priola e poi Nucetto, e la convivenza con la sindrome di Tourette. «Ho deciso di narrare la mia esperienza per chi come me soffre di questa malattia e non riesce ad uscirne senza provare vergogna»

Andrea Brunetti con l'amico Erik nella
Andrea Brunetti con l'amico Erik nella "giungla" del suo locale, "Sileo", a Nucetto.

Andrea Brunetti: «La mia convivenza con la sindrome di Tourette».
Sono Andrea, un giovane di 27 anni che abita con la sua famiglia a Bagnasco. Perché questa testimonianza? Perché, nonostante la mia giovane età, ho vissuto tempi molto duri e ho saputo riscattarmi nonostante le difficoltà e le sofferenze. Una piccola, ma significativa storia di resilienza e coraggio.
Da bambino ho avuto una grande passione: stendere la pasta della pizza, un’occasione del sabato sera per stare insieme alla mia famiglia. Il mio è un piccolo talento; attraverso le mie piccole mani compio i primi gesti che in futuro mi avrebbero consentito di essere un bravo professionista. La mia infanzia trascorre serena insieme a mamma Cristina, papà Piercarlo, la sorellina Francesca e la cagnolina Chicca. Ho tanti amici, sono uno sportivo e gioco a calcio nella squadra dei pulcini del Bagnasco. Frequento la Scuola e conseguo il diploma di geometra. Ma non è la strada giusta. Un giorno decido di iscrivermi ad un corso a Bologna per apprendere l’arte della pizza e mi specializzo sulla pizza napoletana. Frequento vari corsi per pizzaioli e cresco professionalmente, amando molto il mio lavoro.
La mia prima esperienza lavorativa è presso una pizzeria lontano da casa dove mi reco a vivere in compagnia del mio amico Charlie, un cagnolino a cui sono molto legato. Dopo questa prima esperienza ne seguono altre in contesti diversi dell’Italia. Intanto continua il mio percorso di studio e approfondimento, specie in Campania.
Nel 2017 decido di fare la mia prima esperienza come imprenditore e apro il mio primo locale a Priola, dove riesco a far conoscere ed apprezzare i prodotti napoletani. Con me lavorano una squadra di giovani. Le cose vanno bene e ho una relazione affettiva stabile. Sono contento e mi sento realizzato. Partecipo anche al “Festival di Sanremo” nella squadra dei pizzaioli dove sono a disposizione dei cantanti. Successivamente vado alla trasmissione televisiva di La7 “Mica pizza e fichi” ed entro a far parte di “Gambero Rosso”. Sono sereno e pieno di vita, gioioso e coraggioso.

Andrea Brunetti: «La mia convivenza con la sindrome di Tourette»

Nel periodo pre-Covid, i primi problemi, tra cui la morte del nonno a cui sono molto legato e a cui ho dedicato una delle mie pizze. Nel 2020 la pandemia. Qui inizia il tracollo. Il lavoro scarseggia, il personale e le spese soffocano sia me che la mia famiglia. Iniziano le difficoltà. Sono cupo, preoccupato. Durante la pandemia muore l’altro nonno e successivamente la nonna materna. Dopo la seconda dose del vaccino anti Covid inizia per me un piccolo calvario. Una reazione neurologica slatentizza una malattia rara, ovvero la sindrome di Tourette, di cui forse soffrivo già da bambino ma non ne ero a conoscenza avendo scarsi sintomi, pienamente sotto controllo. La situazione degenera e inizio ad avere un forte disagio relazionale con le persone in quanto mi sento diverso e vengo deriso per il mio problema. Presento alcuni movimenti incontrollati degli arti superiori, tic incontrollati e una sindrome depressiva causata dai problemi di salute e dalle difficoltà economiche. Si tenta con l’attività delle consegne a domicilio, ma ci sono tanti problemi. La Valle è scarsamente abitata e i turisti che transitano per andare verso il mare non ci sono più.
La situazione precipita sia dal punto di vista della salute, sia lavorativo che sentimentale. Dopo un periodo di convivenza e una conoscenza lunga dieci anni la compagna mi lascia e ritorno a vivere in famiglia. Sono cupo, arrabbiato, depresso e sofferente. Sfiduciato. Decido con la mia famiglia di affidarmi a specialisti per cercare di essere aiutato. Inizia il pellegrinaggio in giro per l’Italia, ricoveri nei migliori Centri italiani, numerosi cambi di cura farmacologica, tanti soldi spesi essendo tutto a livello privato. Vengono fatte diagnosi diverse: disturbo ossessivo compulsivo, sindrome di Tourette. Malattie rare di cui si conosce ancora troppo poco in Italia. I farmaci riducono gradualmente gli spasmi della muscolatura ma provocano effetti collaterali devastanti. Spesso gli specialisti non sono d’accordo ed ognuno tenta una cura sperimentale, senza alcun beneficio, anzi peggiorando la mia situazione clinica. Mi affido ad una psichiatra e ad una psicologa che mi aiutano a prendere gradualmente consapevolezza dei miei problemi di salute, senza nascondermi o vergognarmi.
Inizia un lento percorso di ripresa e resilienza. Sono un giovane coraggioso e intraprendente, anche un po' testardo e non mollo. Risalgo gradualmente la china. Intanto la pandemia finisce e decido di spostare l’attività in un altro Comune della Valle Tanaro: Nucetto. Qui incontro un sindaco illuminato che mi accoglie con entusiasmo e dopo una ristrutturazione apro un nuovo locale: il Sileo. È una nuova pizzeria che desidero con tutte le mie forze. Con l’aiuto di un architetto e un amico inizio la ristrutturazione. È una lotta con le banche per ottenere un ulteriore mutuo. Trovo l’istituto bancario Bam che mi dà fiducia, crede nel mio progetto e mi sostiene nella ripartenza. Nasce così il mio locale completamente nuovo, arredato nel modo in cui ragionava la mia mente nei periodi “più confusi” ovvero una giungla.
Personalmente ho deciso di raccontare la mia storia offrendo un’esperienza per chi come me soffre di questa malattia e non riesce ad uscirne senza provare vergogna. Mai come in questo periodo tanti giovani sono in sofferenza per un forte disagio psicologico che è esploso dopo la pandemia. La mia storia è una piccola testimonianza di resilienza e insegna a non mollare, ma soprattutto a credere alla forza dell’amicizia e dell’amore. Proprio quando soffri ti accorgi quanto è preziosa la presenza di amici veri, della famiglia, dei professionisti che cercano di aiutarti.
Ora sto studiando di lanciare una raccolta fondi per l’Associazione che studia la sindrome di Tourette in quanto desidero cercare di raccogliere una somma di denaro da devolvere per poter dare il mio piccolo contributo alla ricerca su questa malattia ancora poco conosciuta in Italia e sottovalutata. Desidero dare l’esempio a chi ne soffre in quanto necessita non vergognarsi ma anzi ritenersi “speciali” perché in fondo siamo dei grandi sognatori.
Presto farò sapere i dettagli della raccolta attraverso una cena benefica che si svolgerà presso il mio locale di Nucetto. Una piccola goccia nel mare, ma sappiamo che le gocce creano il mare. Sono convinto che dopo la tempesta torna a splendere il sole.
Ora sotto la mia folta barba, con qualche piccolo tic, sorrido e vorrei aiutare altre persone a cui il sorriso è stato tolto e sono nel buio. Una piccola luce per illuminare il cammino per chi con fatica percorre la via. Una quotidianità fatta di piccole cose, dove è possibile creare con le mie piccole mani delle piccole opere d’arte gastronomiche affinché le persone possano trascorrere nella mia nuova pizzeria alcune ore in sana allegria gustando cibi che preparo con amore.

di ANDREA BRUNETTI

 

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