A Trinità la “Pantomima della cordella”, nel ricordo della terribile “Brusatà”

Due giorni di eventi, in compagnia dei "gemelli" siciliani di Petralia Sottana, per commemorare il 23 luglio '44, quando i nazifascisti bruciarono un centinaio di abitazioni del paese

Un intenso week-end di eventi e commemorazioni si sta concludendo questa sera, domenica 23 luglio, a Trinità.

Il paese, con l'organizzazione del Comune ha infatti ricordato la tragica “Brusatà” e quel terribile 23 luglio 1944, quando le truppe nazifasciste diedero alle fiamme un centinaio di abitazioni del centro paese, lasciando sul lastrico buona parte della popolazione.

Il programma della due-giorni si è aperto sabato sera, con l’accoglienza della delegazione siciliana proveniente dal Comune gemellato di Petralia Sottana, alla quale sono seguite una fiaccolata, la commemorazione e la cena in piazza.

Domenica mattina, partecipato convegno dal titolo “La Brusatà” e consegna della Costituzione ai 18enni. Dopo il pranzo, i partecipanti hanno sfilato in corteo al Soggiorno per anziani del paese, raggiungendo parco Allea per i discorsi delle autorità e la successiva spettacola rappresentazione della tradizionale “Pantomima della Cordella”, ballo di gruppo, storico palermitano di Petralia.

La giornata è proseguita al Teatro Garavagno, in occasione della rappresentazione dello spettacolo “Viva Churchill” della Compagnia trinitese degli “Instabili” e della consegna dei diplomi e delle targhe dell’evento. In serata, chiusura convivale in piazza Umberto, con “Un bocon ed pan sota le steile”, a cura della “Pro loco Trinità 2014. Nei prossimi giorni, tra lunedì e martedì, la delegazione del Comune gemellato, accompagnata dai trinitesi, compirà un tour dei dintorni, con visite già programmate alle colline di Langa, alla Reggia di Venaria, in Valcasotto e alla Basilica di Vicoforte.

La Pantomima della Codella
Anticamente, sull’aia dove era appena finito il raccolto dell’anno, si svolgeva il "ballo della cordella", le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Questo ballo ebbe in passato anche l’attributo di "pantomima", proprio di quasi tutte le più antiche manifestazioni del genere. Presso tutti i popoli troviamo il mimo e la pantomima, parte integrante o addirittura essenziale della danza, specialmente quando questa doveva rappresentare scene della vita, non vedendosi nel ballo, un pretesto per muoversi secondo un dato ritmo o per assumere una data posa o piuttosto l’espressione dei sentimenti e di simboli che non potevano essere intelligibili se non appunto con l’aiuto dei gesti. Una volta anche nel ballo della Cordella, ad un cenno del capo gruppo tutti i ballerini, o almeno alcuni di essi, dovevano esibirsi in quelle rappresentazioni mimiche. Ricorda, qualcuno degli anziani di Petralia Sottana, che, in tempi non molto lontani, durante il ballo, con il preciso linguaggio dei gesti e degli atteggiamenti, con le “figure”, perfettamente eseguite e perciò chiare ai presenti, si rievocavano, non solo le quattro stagioni con i rispettivi lavori agricoli, ma anche i dodici mesi dell’anno, con le particolari fatiche affrontate dal contadino per ognuno di essi.

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