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Roccaforte. I “discepoli di Marconi” a Norea per l’annuale meeting

Roccaforte Radioamatori
Si è tenuta nello scorso week-end a Norea la 22ª edizione del Meeting “Diploma Castelli d’Italia” presso l’albergo “Commercio”. Il raduno, organizzato dall’A.R.I. di Mondovì, ha richiamato radioamatori da tutte le regioni d’Italia e anche da Paesi esteri quali Austria, Svizzera, Francia e Belgio. L’evento è di portata internazionale ed è conosciuto in tutto il mondo dall’anno della sua istituzione nel 2001. Durante la mattinata di sabato, i partecipanti si sono “sfidati” in una gara che ha visto i radioamatori trasmettere vicino a torri o castelli situati sul territorio monregalese. Il pomeriggio è stato dedicato al turismo e alla scoperta delle borgate di Roccaforte, paese che ha ospitato il raduno. I presenti hanno avuto l’opportunità di visitare le frazioni Prea e Baracco dov’è situato il Museo della montagna. La giornata di domenica ha avuto un taglio più istituzionale, con la consegna dei diplomi e la presentazione di varie relazioni. I lavori sono stati aperti da Edoardo Ambrassa (IW1EVQ), presidente della sezione A.R.I. di Mondovì, il quale ha ricordato l’importanza del meeting per il rinnovo di amicizie tra persone che solitamente comunicano solo per mezzo radio. La parola è passata a Luca Robaldo, sindaco di Mondovì e presidente della Provincia, il quale ha ringraziato la sezione A.R.I. di Mondovì per la presenza importante sul territorio. Sono seguite le parole di Paolo Bongiovanni, sindaco di Roccaforte, che ha ringraziato la sezione per aver nuovamente scelto il Comune per il raduno. Infine c’è stato l’intervento del presidente del Comitato Piemonte-Val d’Aosta che si è complimentato per il lavoro fatto dal sodalizio che, seppur piccolo, riesce da più di vent’anni ad organizzare il meeting. Ambrassa ha quindi concluso spiegando brevemente come si suddividono i radioamatori secondo le mansioni che svolgono in attivatori e cacciatori. I primi si occupano, muovendosi in macchina, a piedi o con altri mezzi di trasporto, di piazzare la propria radio in varie località per cercare il collegamento con i cacciatori che, a differenza degli attivatori, operano da casa “cacciando” la trasmissione. Lunedì 18 settembre alcuni radioamatori si sono spostati a Murazzano per concludere il raduno operando dalla Stazione speciale II1DCI per poi salutarsi dopo il pranzo di chiusura. Il meeting non è stata, però, solo l’occasione per i radioamatori di rincontrarsi e scambiarsi informazioni, ma è stata un’opportunità per i non addetti ai lavori di affacciarsi su un mondo che, forse a causa dei telefoni cellulari e di Internet, sta lentamente sparendo. Massimo Balsamo (IK1GPG) e la moglie Betty Sciolla (IK1QFM), alcuni tra gli organizzatori dell’evento, hanno spiegato ai nostri microfoni il senso di un hobby che oggi sembra desueto, ma che ricopre ancora una formidabile importanza. Gli “eredi di Guglielmo Marconi”, così si sono definiti ricordando gli studi del grande scienziato ed inventore, ancora oggi sono di grande aiuto per la popolazione e per la Protezione civile, durante le catastrofi naturali come, hanno ricordato, il terremoto dell’Aquila del 2009 dove le linee telefoniche furono distrutte. Come si diventa radioamatore? Presto detto: si deve dare un esame di radiotecnica, di normativa, elettromeccanica. I più anziani hanno dovuto dare un esame di telegrafia ora abolito. Al superamento di queste prove viene rilasciato il nominativo che permette al radioamatore di utilizzare le frequenze radio. Grazie a queste, alcuni dei partecipanti al convegno si sono, in passato, messi in collegamento con “Vip” che perseguono questa passione. Tra questi il re Husayn di Giordania e Bush senior a cui, come hanno più volte ribadito, hanno dato del “tu” come da prassi.
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