Deposito rifiuti a Clavesana, Michele Bertolino: «Le ragioni del territorio dovrebbero prevalere»

Sul "caso" interviene l'imprenditore monregalese, da sempre attento alle vicende ambientali della zona: «Illudersi che l’Italia sia una nazione civile è come credere che il mondo sia realmente al contrario»

Dopo il parere negativo al progetto espresso dalla Conferenza dei servizi il 21 novembre scorso, continua a tenere banco il "caso" deposito rifiuti pericolosi nell'area artigianale di Clavesana. Nei giorni scorsi, tramite il proprio legale, la Cement Srl ha consegnato in Provincia le controdeduzioni richieste per proseguire l'iter: un documento di 50 pagine nel quale si legge che l'impresa, in caso le venisse negata l'autorizzazione a realizzare l'impianto, potrebbe chiedere un risarcimento quantificato in addirittura 28 milioni di euro.

Sulla vicenda, ci giunge ora in redazione l'intervento dell'imprenditore monregalese Michele Bertolino, amministratore delegato di Sicma Spa, da sempre molto attento alle vicende ambientali che riguardano la zona.

"La vicenda della Valutazione di Impatto Ambientale proposta dalla ditta Cement s.r.l. sul sito di Cascina San Giovanni nel comune di Clavesana a mio avviso rappresenta lo specchio dell’Italia intera – si legge nella lettera –. Da un lato il Comune di Clavesana decide di vendere un lotto dell’area artigianale (e non industriale) ad una azienda che intende insediare uno stoccaggio di rifiuti, sia pericolosi che non, di dimensioni industriali sulla base di un’offerta che ad una attenta lettura minimizza la portata dell’intervento (l’elenco della tipologia di rifiuti pericolosi è limitato in forma esemplificativa a “guaine, lane di roccia, materiali assorbenti”). Il Comune per oltre un anno mette in essere tutte le pratiche amministrative, compresa una variante di Piano Regolatore Generale per favorire l’insediamento proposto e quindi “logicamente” voluto. Quando il 21 novembre 2023, oltre due anni dall‘inizio della vicenda, si svolge la seduta della conferenza dei servizi, il Comune si presenta con un parere legale di netta contrarietà all’opera. Le controdeduzioni da parte del legale che rappresenta la Cement s.r.l. sono ovviamente molto dure e anticipano una ovvia richiesta di danni, patrimoniali e non, di 28 milioni di euro. Merita dire che la documentazione prodotta dalla Cement è inoppugnabile, in quanto l’offerta di acquisto che ha poi generato l’atto di compravendita prevedeva esplicitamente «Il comune di Clavesana dal canto suo dichiara che nulla osta circa le intenzioni della Cement»".

La soluzione della controversa ovviamente sarà ora delegata ai tribunali competenti con ovvi costi sia privati che pubblici, già in essere.

Da semplice cittadino mi sorgono spontanee alcune riflessioni:

  • In una nazione civile, nessuna pubblica amministrazione dovrebbe assumere impegni circa il nulla osta a dei progetti che richiedono la Valutazione di Impatto Ambientale senza neppure avere chiesto un progetto di cosa il proponente intende fare. Ovviamente neppure realizzare varianti di Piano regolatore generale per favorire l’insediamento.
  • In una nazione civile se, di fronte ad una proposta come quella della Cement, il Comune di Clavesana ossia il sindaco, la Giunta, la maggioranza e l’opposizione avessero garantito sia il reale accesso agli atti (ancora pochi giorni fa sono stati rifiutati documenti che la Cement stessa ha allegato alle sue deduzioni adducendo la privacy) che la reale trasparenza della pubblica amministrazione promuovendo nel 2020 un confronto pubblico preventivo, si sarebbe evitato tutto ciò perché, come ha sostenuto il 20 dicembre 2023 con estrema intelligenza Chris Bangle nell’incontro pubblico con l’Amministrazione del comune «Ci sono ragioni legali ma ci sono soprattutto ragioni socio economiche di un territorio» ed a mio avviso le seconde dovrebbero sempre prevalere in quanto collettive. Non sarebbe probabilmente neppure mai sorto un Comitato contrario all’opera. L’amministrazione comunale si sarebbe evitata il repentino volta-faccia, lasciatemi dire poco dignitoso. Insomma sarebbero state per tutti noi feste più serene.
  • In una nazione civile, una offerta di acquisto di un terreno pubblico dovrebbe essere più esplicita sulle reali intenzioni di un qualsiasi proponente, a meno che “l’esemplificativo” e non esaustivo non sia stato richiesto dalla controparte.

Mi rassegno al fatto che illudersi che l’Italia sia una nazione civile è come credere che il mondo sia realmente al contrario, come quello descritto in un recente libro di successo. Concludo con i miei personali auguri ai legali di ambo le parti di buone feste e buon lavoro, peccato che una parte di loro sarà retribuita con soldi pubblici".

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