Un nuovo libro su fascismo e antifascismo in Valle Pesio

La pubblicazione di Rino Canavese edita da “Chiusa Antica” esplora un periodo complesso della storia locale, dalla presa del potere da parte di Mussolini all’immediato dopoguerra

(e.c.) - È uscito in questi giorni il nuovo libro di ricerche storiche dello storico chiusano Rino Canavese, dedicato questa volta a “Fascismo e antifascismo in valle Pesio dal 1920 al dopoguerra”. Il lavoro, edito dall’Associazione “Chiusa Antica”, esplora un periodo molto complesso della storia chiusana, che va dalla presa di potere del movimento fascista sino all’immediato dopoguerra, alla luce di tre argomenti di peculiare interesse. «L’antifascismo è analizzato attraverso la narrazione degli avvenimenti inerenti all’Amministrazione pubblica locale e alle vicende personali dei chiusani inscritti nel Casellario politico centrale – dice Rino Canavese –. Fra i temi trattati, i processi intentati contro il comandante tedesco Schubert che nel dicembre del 1944 fece giustiziare il giudice Carlo Albero Ferrero, e contro una serie di personaggi, che vanno da figure di spicco di livello nazionale (come il magistrato Ernesto Eula e il giornalista Mirko Giobbe), ai fascisti chiusani maggiormente compromessi con la Repubblica Sociale Italiana. Viene trattato anche il tema degli arresti temporanei operati dai partigiani della valle nei confronti di fascisti locali e l’uccisione di alcuni di essi tra il 1944 e i primi mesi dopo la cessazione delle ostilità, nel segno della punizione e della vendetta». La documentazione è frutto della consultazione di saggi e periodici, ma soprattutto dello spoglio dei volumi conservati nell’Archivio storico del Comune di Chiusa di Pesio, in particolare gli atti contenuti nelle Categorie XIII: Esteri. E XV: Pubblica Sicurezza. E nello sterminato Archivio centrale di Stato a Roma, in particolare nel Casellario politico centrale. Nel libro si parla anche di personaggi di levatura nazionale, ma con agganci chiusani, come il giornalista e direttore del quotidiano “La Nazione” di Firenze durante il periodo della RSI, Mirko Giobbe, ed il primo presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Eula. Nel periodo compreso dall’approfondita e coraggiosa ricerca storica di Rino Canavese emerge la figura carismatica del medico condotto del paese, Giacinto De Caroli. Ufficiale medico durante la prima guerra mondiale, antifascista della prima ora, collaboratore della Resistenza partigiana, perseguitato dal Regime nazifascista e primo sindaco di Chiusa dopo la Liberazione. La sua figura è stata tratteggiata compiutamente nel libro “Un viaggio al fronte” scritto dalla figlia Maria Luisa De Caroli, anima dell’Associazione “Resistenza sempre nel Rinnovamento!” che gestisce l’esposizione museale “I Sentieri della Memoria”, del Complesso museale “Avena”. Il libro “Fascismo e antifascismo in valle Pesio dal 1920 al dopoguerra”, di circa 250 pagine corredate da interessanti immagini inedite, è disponibile per i soci di “Chiusa Antica” al prezzo di € 10 (costo per i non soci € 20).

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