I vescovi piemontesi oggi in udienza da Papa Francesco

foto: copyright Vatican media

Mattinata importante e preziosa per i vescovi piemontesi che sono a Roma, presso la Santa Sede, a vivere la visita ”ad limina”, con la preghiera sulle tombe degli apostoli e con la sosta nei vari Dicasteri ed organismi vaticani con cui confrontarsi a partire dalle relazioni specifiche recapitate dalle diocesi su vari aspetti della vita cristiana e della presenza ecclesiale nei territori e nelle comunità. Papa Francesco ha ricevuto i pastori di Piemonte e Valle d’Aosta, dialogando e condividendo attese e speranze dalle diocesi. Come ci conferma il vescovo di Mondovì, mons. Egidio Miragoli, si è trattato di un incontro di oltre un’ora e mezza, impostato su un colloquio libero, senza rete, con i vescovi che sono intervenuti sia sulla situazione ecclesiale sia su problemi più ampi e di vasta portata nell’ora presente, in un clima di grande cordialità, comunione e condivisione
Nel pomeriggio sono in programma incontri con il Dicastero per l’evangelizzazione e con la Pontificia Commissione. Ma una delegazione dei vescovi parteciperà alla conclusione della Settimana per l’unità dei cristiani in San Paolo fuori le mura con la celebrazione ecumenica.

 

Lettera del vescovo Miragoli alla comunità diocesana per la “Visita ad limina”

Ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati e a tutti i fedeli della diocesi di Mondovì.

Carissimi, da lunedì 22 a venerdì 26 gennaio, sarò a Roma insieme ai vescovi delle Regioni Piemonte - Valle d’Aosta per un adempimento significativo del nostro servizio episcopale: la “visita ad limina Apostolorum”. L’espressione latina significa «visita alle soglie – cioè alle tombe – degli Apostoli», e sta ad indicare un particolare pellegrinaggio che tutti i vescovi del mondo, in genere ogni cinque anni, sono tenuti a compiere recandosi a Roma; un pellegrinaggio che ha il sapore di un ritorno alle sorgenti, un re-incontro con le origini più profonde e decisive della fede e della Chiesa. Tale prassi è antichissima, a testimonianza che da subito furono còlti il valore e i molteplici significati di questa visita che ha essenzialmente due scopi: venerare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, considerati fondamenta della Chiesa di Roma e della Chiesa universale; incontrare e rinsaldare il legame con il successore di Pietro, il vescovo di Roma che presiede all’unità della Chiesa. Sulla tomba dei due grandi Apostoli noi, successori degli Apostoli, celebreremo l’Eucaristia, insieme rinnoveremo la professione di fede e chiederemo la loro intercessione per noi e per le nostre comunità; nell’incontro con papa Francesco, esprimeremo la consapevolezza che il nostro ministero individuale e collegiale esige un centro di unità e perde senso e consapevolezza, senza quel centro. In altre parole, l’unità ha un nome: Pietro, e una sede: Roma. E questa unione con il vescovo di Roma unisce anche i vescovi tra loro.

Nella lettera ai Galati troviamo la traccia di una prima “visita ad limina” nella visita resa dall’apostolo Paolo a Pietro e con la sua permanenza di quindici giorni presso di lui (cf. Gal 1,18); fu un incontro di reciproco aiuto nel rispettivo ministero. In modo analogo, la visita dei vescovi al successore di Pietro costituisce occasione di reciproco aiuto e arricchimento di esperienze anche allo stesso ministero del Papa e al suo servizio di illuminare i problemi della Chiesa e del mondo.

In occasione di questa visita ogni vescovo è tenuto a presentare anche una “Relazione sullo stato della diocesi”, per consentire al Papa e ai suoi collaboratori di condividere informazioni, problemi, esperienze, progetti di lavoro e di vita. Alcuni di questi aspetti saranno illustrati direttamente durante gli incontri di gruppo che come Conferenza Episcopale Piemontese avremo con dodici tra i principali Dicasteri della Curia romana. A tal proposito, sento il dovere, in questa circostanza, di ringraziare il Vicario e tutti i responsabili degli Uffici di Curia o di ambiti pastorali per la collaborazione prestata alla redazione di tale sintesi. Anche questa sinergia attesta che la “visita ad limina” è sì compiuta dal vescovo, ma a nome della diocesi, e non senza la diocesi.

Per tutto ciò, sono a chiedere ai singoli e alle comunità parrocchiali di accompagnare questo mio adempimento con la preghiera, perché in esso si ravvivi il nostro legame con il Papa e con la Chiesa universale. Da parte mia, porterò a papa Francesco il saluto filiale di tutta la nostra Chiesa monregalese. Saluto tutti di cuore.

+ Egidio Miragoli, vescovo
Mondovì, 17 Gennaio 2024.  

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