In tanti a Clavesana, alla serata contro il deposito rifiuti: «Nessuno vuole questo progetto»

L'iniziativa Cement preoccupa cittadini, imprese e Associazioni. Il direttivo del "Comitato per il no" fa il punto: «Questa è una battaglia per le future generazioni»

Il numeroso pubblico in sala, venerdì 26 gennaio

Continua a preoccupare, a Clavesana, la questione deposito rifiuti pericolosi nell’area artigianale del paese. Dopo il parere negativo al progetto, espresso dalla Conferenza dei servizi lo scorso 21 novembre, la ditta interessata (la Cement Srl), tramite l’avvocato monregalese Enrico Martinetti, il 20 dicembre aveva depositato le sue controdeduzioni in Provincia, all’interno di un corposo documento, riservandosi anche di chiedere un maxi risarcimento da addirittura 28 milioni di euro al Comune, se il progetto dovesse essere bloccato.

Dopo un mese di "calma apparente", in cui il Comune ha dato mandato al suo legale di studiare le carte, organizzando le contromosse del caso e inviando una risposta alla Provincia (non ancora pubblicata), la sera di venerdì 26 gennaio a Madonna della Neve, in tanti hanno partecipato alla riunione pubblica indetta dal Comitato di cittadini, aziende e imprenditori locali “Clavesana dice no al deposito di rifiuti pericolosi”.

Il direttivo e i componenti del Comitato hanno incontrato la popolazione, facendo il punto della situazione sull'iter di opposizione al progetto e riassumendo i passaggi salienti della vicenda, a partire dal 8 settembre 2023. Dopo gli interventi più tecnici di Alessia Revelli, Giovanni Bracco e Alessio Chiavarino, ha preso la parola Serena Milano, componente del gruppo e direttore di Slow Food Italia, che ha commentato: «Il Comitato è riuscito in questi mesi a sensibilizzare la politica e l'opinione pubblica, anche attraverso le manifestazioni pubbliche nell'area artigianale e davanti al palazzo della Provincia di Cuneo, alle quali hanno partecipato numerosi cittadini di ogni età. È chiaro, giunti a questo punto, che c'è la totale contrarietà al progetto da parte del territorio, dei cittadini, delle imprese e dei sindaci dei paesi vicini. La politica non potrà non tenere conto di questo aspetto. Quella di Clavesana non è una posizione egoistica: ci sono motivazioni d'opposizione profonde. Noi siamo chiamati a difendere il futuro delle produzioni d'eccellenza, la reputazione del territorio e il futuro delle prossime generazioni. Questa è una battaglia soprattutto per loro».

Il designer Chris Bangle ha aggiunto: «Il Comitato ha fatto un grande lavoro, spendendo forze ed energie, alla ricerca di una soluzione». Lo stesso Bangle ha inoltre ricordato anche la figura dell'ex parroco don Armando Ferreri, scomparso appena qualche giorno fa.

Gli ha fatto eco Giovanni Bracco, spiegando: «Da ogni parte stanno arrivando parole di sostegno alla nostra causa. A Clavesana siamo abituati a combattere per ottenere le cose. Non ci ha piegati neanche la terribile alluvione del '94, che qui ha causato la morte di cinque cittadini e distrutto diverse abitazioni. Tanti giovani si stanno informando e ci supportano. C'è speranza per il territorio e per il lavoro su queste colline, ma vanno garantite le condizioni. Serve rispetto per le aziende e per gli abitanti».

I componenti del direttivo del Comitato per il no

In conclusione si è constatato che nell'ultimo mese, in attesa che la Provincia si pronunci sulle ultime carte depositate, non sono emerse sostanziali novità. Alessia Revelli ha aggiunto: «Non vogliamo puntare il dito contro nessuno, tantomeno contro la ditta proponente. Agiamo nell'interesse della comunità. La priorità ora non è individuare uno o più colpevoli, ma trovare una strada che porti alla soluzione del problema».

Michele Bertolino: «Ho presentato esposto alla Procura, alla Corte dei conti e ad Anac»
L'imprenditore monregalese Michele Bertolino, da tempo impegnato su più fronti nella tutela dell'ambiente e presente tra il pubblico, ha fotografato così la situazione attuale: «Dopo il parere contrario della Conferenza dei servizi, la ditta proponente ha depositato le controdeduzioni richieste, che adesso genereranno una risposta del Comune di Clavesana. Se il Comune ribadirà la contrarietà al progetto, la Provincia molto probabilmente non autorizzerà il deposito rifiuti. A questo punto, la ditta potrà però impugnare la decisione e chiedere un risarcimento danni. Personalmente, come privato cittadino – ha aggiunto Bertolino – su questa vicenda ho presentato un esposto alla Procura, uno alla Corte dei conti e uno ad Anac (l'Autorità nazionale anticorruzione, ndr.), affinché compiano le verifiche del caso»

 

 

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