La Roburent del candidato Emiliano Negro: «Potenziare il turismo»

Candidato sindaco spiega le sue motivazioni e propone qualche spunto sulla valorizzazione del paese

Allo stato attuale, è l’unico candidato “ufficiale” a Roburent, visto che si attende di sapere la posizione dell’ex sindaco Giulia Negri e del gruppo di minoranza consiliare, che non hanno ancora sciolto le riserve circa la loro presenza alla corsa per il prossimo mandato da primo cittadino. Emiliano Negro, 50 anni, è responsabile Uod presso il Politecnico di Torino dal 2001. È presidente di Federcaccia Mondovì e vicepresidente della Sezione provinciale. Tra le altre cose è membro della Consulta del Parco Alpi Marittime, componente del direttivo “Fratelli d’Italia Mondovì” e membro dell’Ass. nazionale Carabinieri in congedo. È sposato ed ha due figli. Ha diffuso un comunicato, spiegando le motivazioni della propria candidatura a sindaco. «Ad onor del vero la mia esistenza era già piuttosto piena e soddisfacente prima di questa decisione – scrive, alludendo alla difficoltà di conciliare vita privata, professionale e l’impegno politico e nell’associazionismo –. Ad un certo punto ha prevalso ciò che identifico come dovere morale, ovvero l’impulso a cercare di mettere ordine in un contesto che un giorno verrà ereditato dalle nuove generazioni, i miei figli compresi».

«Un paese dalle potenzialità turistiche che ancora pochi colgono»
Negro esprime il suo punto di vista su Roburent, identificandone pregi e debolezze: «Roburent è un territorio con potenzialità turistiche ed abitative che ancora pochi colgono. C’è la frazione San Giacomo predisposta ad un turismo tradizionale, sportivo e commerciale; c’è Roburent capoluogo, che offre un ambiente ideale per la tranquilla villeggiatura di bambini, genitori e nonni; quindi i Cardini, splendida borgata ai piedi delle piste da sci, ad esso vocata come pratica trainante, e infine la frazione Prà che dona, a chi la desidera, la totale immersione nella pace e nella riservatezza di un ambiente montano. Tutto ciò all’interno di un microclima unico, ideale per lenire problemi respiratori, godere di acque sorgive e paesaggi che staccano lo spirito dalla frenesia cittadina. La mancanza su cui punto il dito è l’incapacità di creare rete e formare un comprensorio con le realtà contigue: prima di compiere il passo, ho voluto verificare l’esistenza di questa premessa i cui sviluppi considero imprescindibili; troppo spesso la frase “L’unione fa la forza” è stata assurta a mero slogan senza andare oltre, concentrando l’impegno locale fine a sé stesso senza uscire dalle dinamiche di paese, curare profondamente i contatti politici e, prima di ogni altra cosa, i rapporti umani».

«Sono partito autonomamente, con un'idea precisa di Roburent»
Una candidatura voluta e costruita autonomamente, pezzo per pezzo: «Non posso vantarmi di essere stato proposto o cercato – prosegue –, sono partito, solo, con una idea precisa, e contattato personalmente ognuno dei componenti, riconoscendo agli stessi bontà d’animo, viva intelligenza, in taluni casi esperienza ed una qualità che accomuna tutti: la propensione a mettersi a servizio del prossimo, della comunità, all’interno di una lista civica. Ammetto che la consapevolezza di tutto il carico, in giacenza, mi ha impressionato; sarà quindi imperativo che uno per uno, i candidati consiglieri, qualora eletti, portino avanti i propri impegni amministrativi con il duro lavoro, in modo concordato ma autonomo». Circa le pregresse vicende politiche che hanno interessato il Comune, Emiliano Negro ammette di non aver approfondito il passato ma di avere intenzione di rimediare: «Ogni cittadino comune ha il dovere e il diritto di interessarsi alla politica anche senza essere coinvolto e considerare il voto elettivo molto seriamente. Le vicende a cui si fa riferimento sono parte di un contesto unico i cui dettagli hanno, non solo dell’incredibile ma addirittura dell’impensabile. Io stesso ho faticato a metabolizzare, poi sono andato avanti». Circa le dimissioni dei consiglieri che hanno concluso il mandato di Giulia Negri (tra questi anche il padre, Piercarlo), chiarisce: «Sono certo che queste persone, qualora interpellate (non mi risulta sia mai stato fatto), sarebbero felici di rispondere. Ad essi voglio rivolgere un pensiero di gratitudine per essere stati assolutamente consapevoli delle critiche e degli attacchi che sarebbero arrivati con svizzera puntualità».

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