Caso Unione Montana di Ceva. Bezzone: «La relazione del revisore consegnata alla stampa illegalmente, avviate indagini interne»

La replica del presidente Vincenzo Bezzone al nostro articolo sulla questione del bilancio 2023 e dei rilievi del revisore dei conti sulla spesa per il personale

Sul caso dell'Unione Montana, con la pubblicazione da parte del nostro giornale di alcuni rilievi da parte del revisore dei conti in merito al bilancio 2023 non ancora approvato (leggi qui) e con la vicenda della revoca di un concorso pubblico sul quale si prospetta un ricorso al Tar (leggi qui) abbiamo ricevuto una lettera da parte del presidente dell'Unione di Ceva, Vincenzo Bezzone, che pubblichiamo di seguito.

«L’interesse che nelle ultime settimane la stampa locale ha mostrato, per l’attività amministrativa del Comune di Ceva e per l’Unione montana del Cebano, appare alquanto singolare, considerato che negli ultimi cinque anni non si è mai registrato un interesse neppure lontanamente paragonabile a quello attuale. Le attività del Comune di Ceva e dell’Unione montana sono sempre state – in questo periodo, così come negli anni precedenti – improntate all’efficacia, efficienza ed economicità, e soprattutto sulla legittimità di tutto l’operato, con l’unico scopo di valorizzare e tutelare il territorio, le sue attività e i suoi cittadini. Pubblicazione di articoli che riportano in modo sommario o parziale, in maniera evidentemente strumentale a prese di posizioni elettorali, riguardo ad argomenti complessi e anche delicati appare un comportamento assolutamente non in linea con il senso civico non solo dei giornalisti ma soprattutto di coloro che si propongono come candidati per guidare un’Amministrazione comunale. Questa, più che una campagna elettorale, mi pare una campagna palesemente denigratoria. Mi riferisco, per esempio al parere del revisore dei conti relativo al rendiconto della gestione dell’esercizio 2023, che è stato consegnato alla stampa in modo assolutamente illegale. E a tale proposito, sono state avviate indagini interne, allo scopo di identificare l’autore o gli autori di tale comportamento, che verrà perseguito non sono in sede disciplinare – in quanto del tutto contrario ai doveri dei pubblici dipendenti – ma anche dal punto di vista penale, in quanto atto contrario ai doveri d’ufficio. La complessità dei provvedimenti a cui si fa riferimento non consente di ridurre la spiegazione a poche parole o a poche righe, ma la riflessione che viene spontanea, anche rispetto alla notizia secondo la quale la revoca del concorso sarebbe stata oggetto di ricorso al Tar – notizia peraltro infondata – farebbe presumere che nel Cebano, si stia ponendo in essere una sorta di “sovvertimento costituzionale”. Infatti non sono le sedi opportune e i modi opportuni a far valere eventuali ragioni delle opposizioni – o anche opinioni di chi ancora non si siede neppure in un banco consiliare – ma si utilizzi la stampa al posto di strumenti e sedi più opportune per un tale confronto che, ne siamo certi, è sempre utile, ma deve essere basato su fatti concreti e reali, e non su illazioni, concetti riportati a metà e magari sfruttando un’opinione pubblica che - giustamente - non è avvezza a certi ragionamenti di carattere prettamente amministrativo. Proprio per l’utilizzo strumentale di notizie non pubbliche e di sedi non opportune ad un dialogo democratico e costruttivo, ci riserviamo di portare la questione nelle sedi opportune per denunciare eventuali violazioni. Siamo difronte ad una turbativa pesante della campagna elettorale che viene deviata dai contenuti che evidentemente non sono sufficientemente rilevanti da attirare l’attenzione della cittadinanza. E questo indica la fragilità delle proposte fino ad ora avanzate dai candidati alla carica di sindaco per la città di Ceva. La campagna elettorale è stata incentrata su provvedimenti amministrativi che, ribadisco, in questi ultimi anni non hanno mai riscontrato interesse mediatico. Voglio anche ricordare o spiegare, a chi può anche non saperlo, che ogni atto assunto dall’amministrazione del Comune di Ceva, come quella dell’Unione montana, ha sempre avuto il parere favorevole del revisore. Figura indipendente nominata dallo Stato e deputata al controllo. Un’altra considerazione attiene al fatto che la campagna elettorale si dovrebbe veramente basare su un confronto relativo a idee, contenuti, proposti e visioni del futuro, cosa che fino ad ora non c’è stato dato modo di vedere. E questo danneggiando soprattutto i nostri elettori che hanno il diritto di conoscere programmi, progetti, attività che si vorrebbero mettere in atto per il domani d Ceva e del Cebano. Infine permettetemi una valutazione prettamente politica, da sindaco uscente: è molto facile criticare, soprattutto per chi non sa come si gestisce in maniera concreta coerente e trasparente una amministrazione. Mi stupisco, però, che chi da anni occupa i posti della minoranza, ora condivida certe mancanze di capacità ed informazioni. Vorrei anche ricordare che essere all’opposizione non significa fregarsene di ogni cosa e votare sempre contro a prescindere e a volte, evidentemente, senza neppure conoscere la materia di cui si parla. Essere all’opposizione – per chi crede nel territorio e non nella poltrona– significa soprattutto informarsi, studiare, vigilare, proporre, suggerire. Non credo di chiedere troppo. Si chiama democrazia responsabile.

Vincenzo Bezzone sindaco di Ceva e presidente di Unione Montana

(red) – Nella logica di una dialettica aperta, diamo spazio a queste osservazioni del presidente dell’Unione e sindaco di Ceva, che si inseriscono in un dibattito particolarmente forte in vista del voto comunale. Questo è un livello comunicativo che sta nella logica democratica di posizioni diverse, mentre si deve scegliere chi eleggere. Si discute, magari aspramente, ma è un’attitudine che ci sta, dentro un dibattito sulle cose, nel rispetto delle persone. E giornalisticamente se ne dà atto, cercando equilibrio. Ma ci sono anche snodi che emergono, su cui si dà conto. In questo merito c’è da eventualmente discutere, su come stanno le situazioni e su come la si pensa. E stando sulle cose che si resocontano, ci teniamo a spiegare che l’info sulla intenzione di ricorso al Tar per l’evenienza del concorso di cui si fa cenno, non era “infondata”, ma è confermata dallo stesso legale delle persone coinvolte. Giornalisticamente rispondiamo di quanto scriviamo, cercando di documentarci. Questo conta, per noi.

 

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