Unione Montana di Ceva: «Situazione finanziaria critica: il bilancio venga valutato dopo le elezioni»

Presa di posizione di alcuni amministratori in vista dell’approvazione del documento la cui discussione è prevista per oggi mercoledì 5 giugno

Oggi, mercoledì 5 giugno, è convocata l'assemblea dell'Unione Montana di Ceva per l'approvazione del bilancio di rendiconto 2023, dopo che il revisore dei conti ha rettificato alcune precedenti osservazioni in merito al documento. Sulla questione abbiamo ricevuto una nota da alcuni amministratori del territorio che pubblichiamo qui sotto.

«Che la situazione economico-finanziaria dell’Unione Montana di Ceva fosse critica è noto da tempo. Sono stati abbondantemente superati i due mesi di ritardo dalle scadenze fissate dalla legge per approvare il rendiconto di gestione e il bilancio previsionale, e il commissariamento dell’Ente è stato evitato solo dal fatto che le imminenti elezioni non consentivano i tempi tecnici per lo scioglimento del Consiglio. Ora che è stata resa disponibile la bozza del bilancio previsionale 2024-2026, la situazione sembra essere passata dal critico al catastrofico. Per riuscire a coprire il saldo negativo delle spese correnti, l’Unione Montana di Ceva deve impiegare l’esorbitante cifra di euro 1.241.000,00 prelevandola dall’avanzo vincolato. Avanzo che proviene dalle attività del Servizio Socio-assistenziale. Soldi provenienti dalla oculata gestione negli anni dei dirigenti del Settore SSA dell’Unione Montana. Talmente oculata che all’ultimo dirigente non è stato rinnovato l’incarico per motivi mai del tutto chiariti... Ma cosa è il Servizio Socio-assistenziale dell’Unione Montana di Ceva? È il Servizio a cui aderiscono con una convenzione 36 Comuni del territorio per svolgere le attività di assistenza alle persone. Un servizio gestito dall’Unione Montana di Ceva, ossia un Ente costituito da soli 20 Comuni del territorio (di cui 18 facenti parte del SSA di Ceva e 2, ossia Roburent e Niella Tanaro, facenti parte del CSSM di Mondovì), che dovrebbero amministrare le risorse dei 36 Comuni con la dovizia del buon padre di famiglia. E cosa rappresentano questi soldi del Servizio Socio-assistenziale? Sono risorse che dovrebbero essere utilizzate per l’assistenza alle disabilità, alle fragilità, agli anziani e, in generale, alle persone in stato di necessità. Un servizio che i 36 Comuni hanno deciso di consorziare per raggiungere tutti i propri cittadini, anche quelli che risiedono nei Comuni più piccoli e montani.
Cosa significa impiegare oggi i fondi del Socio-assistenziale per coprire le spese correnti dell’Unione Montana? Significa, nel migliore dei casi, che dovranno essere stanziati ulteriori fondi da parte dei 36 Comuni, nel peggiore dei casi che dovranno essere tagliati alcuni servizi o che addirittura i Comuni consorziati decidano di rescindere l’accordo di Convenzione, con il concreto rischio di dissesto dell’intera Unione Montana di Ceva. Tutto questo in un momento in cui la sanità pubblica sta affrontando una crisi senza precedenti e l’inflazione sta intaccando le risorse a disposizione dei cittadini.
Lascia ancora più perplessi vedere da cosa sono costituite queste spese aggiuntive, che non saranno coperte dalle entrate bensì dall’avanzo del Servizio Socio-assistenziale: le spese di personale dipendente in costante e progressivo incremento, le indennità dirigenziali, i numerosissimi incarichi di consulenza esterna per tematiche di cui è realmente difficile comprendere la connessione con il Servizio Socio-assistenziale. Andando ad analizzare il trend delle spese correnti degli ultimi anni, le stesse risultano essere costanti dal 2018 al 2022, mentre nel 2023 le spese correnti sono letteralmente esplose con un incremento da euro 3.250.000 agli attuali euro 4.400.000, senza un corrispondente aumento delle entrate. A fronte di questo enorme impiego di risorse, che dovrebbero rimanere a favore dei servizi alle persone e alle fragilità, si chiede che venga attuata una gestione maggiormente trasparente dei fondi afferenti ai 36 Comuni (e non ai soli 18+2 che hanno costituito l’Unione Montana di Ceva) e si invitano i consiglieri dell’Ente a limitare al massimo l’uso dei fondi del Socio-assistenziale per altri utilizzi, con un contenimento delle spese non afferenti agli obiettivi prefissati dall’accordo di Convenzione della gestione associata del SSA. L’auspicio ultimo è che, per senso di responsabilità, il bilancio preventivo 2024-2026 non venga approvato da un Consiglio che scadrà domenica 9 giugno, cioè 4 giorni dopo l’eventuale approvazione (e al cui interno vi sono componenti neanche ricandidati), ma che venga vagliato e approvato dal Consiglio dell’Unione Montana che si insedierà dopo le elezioni del prossimo weekend».

Lettera firmata da amministratori di Comuni facenti parte della Gestione associata del Servizio Socio-assistenziale del Cebano e della Val Tanaro

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