Ceva: intervista al neo sindaco Mottinelli. «La politica è una passione che ho coltivato fin dai banchi di Scuola»

A colloquio il neo sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli: la militanza, l’impegno nelle Associazioni e in Consiglio comunale, gli obiettivi per i prossimi anni

40 anni il prossimo 23 giugno, Fabio Mottinelli è il nuovo sindaco di Ceva, dai banchi dell’opposizione alla poltrona di primo cittadino. Gli abbiamo posto alcune domande riguardanti il suo percorso in ambito politico e personale.

40 anni, un sindaco giovane. Lei si occupa di politica da molto tempo. Quando ha iniziato a interessarsene? Ci sono state difficoltà? E soddisfazioni?
La politica è stata una passione che ho coltivato fin dai banchi delle Scuole superiori dove ho sempre svolto il rappresentante di classe e poi d’Istituto. Ho frequentato movimenti studenteschi e universitari, dove sono avvenuti i primi contatti con i movimenti giovanili dei partiti che mi hanno portato attraverso la militanza di partito con l’amico e collega, il dr. Sergio Natucci, a conoscere colui che considero il mio maestro politico, Paolo Chiarenza, personaggio storico della Destra cuneese, piemontese ma anche nazionale. Uomo di cultura, studioso ed appassionato di politica, mi ha insegnato tanto e, grazie anche e soprattutto al sostegno della mia famiglia, ho potuto ricoprire incarichi a livello provinciale, regionale e nazionale, sempre dalla stessa parte, appassionandomi anche alla politica locale ed alla nostra città.

Quando è stato il momento che lo ha spinto a dire “sono pronto per fare il sindaco”?
È stato un percorso più che un momento, da anni mi impegno per Ceva ed il territorio: dall’impegno in Consiglio comunale alla realizzazione della Consulta giovanile con il riavvio del “Palio dei Rioni” che era stato abbandonato da anni, dalle battaglie per l’Ospedale alle proposte per aumentare l’occupazione, dal documento con i 12 punti di aiuti durante il Covid alle varie interrogazioni o proposte per la città. Poi l’impegno nel mondo dell’Associazionismo in prima linea o in collaborazione con chi ne ha avuto necessità. Se dovessi scegliere un momento in cui ho pensato “sono pronto” è stato il momento in cui si è delineata la squadra e mi sono reso conto che avevamo le carte in regola, “Pronti a risollevare Ceva”.

Lei ha lavorato per molti anni in Croce Bianca a Ceva. Pensa che sia un valore aggiunto aver fatto parte di questo mondo?
Vivere il mondo dell’associazionismo, in particolare quello che si occupa dell’emergenza sanitaria, è stata un’opportunità. Stare a contatto con chi sta male ti permette di avere sempre ben impressa la vera scala di valori della vita, di stare con i piedi per terra ed essere umili. Inoltre il mondo dell’associazionismo offre una finestra su più generazioni, come poche altre realtà: sono luoghi di arricchimento personale e sociale, dove ogni risultato arriva dopo un duro lavoro di squadra. È stata una bella gavetta, termine oggi sconosciuto ai più, che sarebbe da valorizzare.

Abbiamo già parlato dei progetti che volete attuare come Amministrazione. Ma a livello personale c’è qualcosa che le sta particolarmente a cuore per Ceva, da padre, da cittadino…
Personalmente credo davvero che la partecipazione dei cittadini, ritrovarsi nuovamente comunità sia la base di partenza per ogni cosa. Spiego: costruiamo delle Scuole nuove, ma chi ci va? C’è un esodo. Dobbiamo tornare ad essere felici di portare i nostri bambini nelle nostre Scuole, è un lavoro che si può fare solo insieme. Parliamo di turismo, promozione del territorio, ma dobbiamo essere noi i primi a credere nelle nostre potenzialità, lo possiamo fare tornando ad essere orgogliosi di vivere a Ceva, ritrovando il senso di comunità e trovando piacere ad uscire la sera per incontrarci. Insomma Ceva vive se la viviamo noi e se la viviamo noi arriveranno anche altri che porteranno turismo, lavoro, residenti, servizi.

Un augurio che si fa per i prossimi 5 anni...
Mi auguro di poter contagiare dei giovani con il nostro entusiasmo ed amore per Ceva, per crescere delle nuove generazioni che abbiano a cuore la nostra città e se ne vorranno prendere cura in futuro.

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