Ex Carceri di Mondovì, una storia dimenticata

Struttura chiusa nel 1989. Vi fu detenuto anche il segretario di Aldo Moro, poi assolto. Si trovano proprio davanti ai Licei di Piazza e in futuro potrebbero diventarne la nuova sede

di ELISA ANDREA RASTELLO*

Le ex carceri sono una struttura che rammenta ai passanti parte della vita di prigionieri e, forse per questo motivo, sono poco nominate. La loro storia inizia nei primi anni dell’800. L’architetto costruì un edificio irregolare, incastonato tra le precedenti strutture, tra cui il Liceo, allora chiamato “Beccaria” (lì di fronte), l’Ospedale di Francesco Gallo e, poco distante, in via delle Scuole, sempre a Mondovì Piazza, il Teatro Sociale. Nella sede carceraria giudiziaria di Mondovì venivano trasferiti detenuti a fine della propria pena o sottoposti a misura cautelare, provenienti da tutta la penisola. Insomma: un edificio di rilevante importanza. Un momento di piena attività fu segnato nel 1830, quando, dopo un costante crescendo, si arrivò ad ospitare 1.949 detenuti nel corso dell’anno. Lo si può leggere nei fogli matricolari, oggi conservati al Museo della Memoria Carceraria di Saluzzo. Successivamente ci fu una riduzione dei prigionieri. Il trattamento comprendeva razioni di pane e minestra due volte al giorno, un vestiario a righe bianco e nero, conforme alle norme italiane, e medicinali all’occorrenza. Intanto, di fianco, nel 1934, fu costruito il padiglione “Michelotti” del vecchio Ospedale, la cui storia più volte si intrecciò alla struttura trattata.

La chiusura delle carceri e i “nuovi progetti”
Le ormai ex-carceri, l’immobile da tre piani, con sottotetto di circa duemila metri quadrati di superficie con 38 locali interni situato davanti a piazza IV Novembre a Piazza. Chiusero negli anni ‘80 del ‘900, divenendo il primo di molti altri edifici abbandonati a Piazza. A fine servizio, Mondovì ospitava soltanto una trentina di detenuti per una capienza di cinquanta. Il personale, durante questo periodo, era di 20 persone divise tra penitenziari e amministrazione.
Tra il 1987 e il 1988 l’edificio fu restaurato, ma chiuse a causa di un urgente decreto proveniente da Roma meno di un anno dopo. Agli albori del 1990 il presidente dell’U.s.s.l. (ossia l’Unità socio-sanitaria locale) Giuseppe Ferrua scrisse al ministro di Grazia e Giustizia per richiedere l’attivazione di un reparto di dialisi, allora mancante nella struttura sanitaria attiva dell’ospedale “Santa Croce” a Mondovì Piazza. Ciò rappresentava un’importante carenza per tutti i pazienti, che dovevano essere trasferiti a Ceva o Cuneo per le cure, con un costo complessivo di 80 milioni di euro l’anno. Nonostante la richiesta di Ferrua, richiamata alla memoria un paio di anni dopo dal ministro della Sanità, il monregalese Raffaele Costa, questo progetto non ebbe futuro. Infatti, già allora si accennava alla costruzione di un nuovo nosocomio completo. Le ex carceri rimasero, così, per un periodo, un magazzino della Finanza.
Negli ultimi decenni sono passate tra le mani di Enti pubblici e proprietà private, fino a quando nel 2022 furono pignorate dal Tribunale di Cuneo e messe all’asta per soli 180 mila euro. Con l’offerta minima di 139 mila euro, non giunsero offerte, anche se si vociferava di privati interessati. Nel novembre dello stesso anno furono acquisite da un’impresa edile, la cui intenzione era di trasformare le ex carceri in un palazzo residenziale con 19 alloggi e box auto, con tanto di cortili interni. Ma il progetto non fu mai avviato. La domanda, però, rimane la stessa delle precedenti proposte: questo edificio avrà un futuro?

Intervista al sindaco: «Entro il 2024 avremo il progetto»
Proprio giovedì a Roma, il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, ha discusso del nuovo progetto sulle ex carceri con il ministro Valditara. «Forse si è individuata la soluzione al tema che da anni coinvolge le scuole di Piazza», commenta il sindaco. Il progetto consiste nell’unificazione del plesso scolastico “Vasco-Beccaria-Govone” in un’unica struttura: quella delle ex carceri, ormai abbandonate, e del padiglione “Michelotti” dell’ex Ospedale. Mentre le prime verrebbero ristrutturate, il secondo sarebbe abbattuto, ricostruito e unificato all’altra struttura. Il progetto verrà realizzato tramite un “PPP” (Partenariato pubblico-privato), cioè un accordo tra l’Editel di Nucetto, l’impresa che ha acquistato all’asta le carceri, e la Provincia. Il “problema” delle sedi scolastiche potrebbe avere una svolta entro la fine del 2024 con la presentazione del piano da parte dell’impresa di costruzione. «La facciata delle attuali ex carceri non potrà essere riadattata a causa dei vincoli architettonici. Verranno restaurati solo gli interni. Il costo totale stimato potrebbe aggirarsi sui 20 milioni di euro, che il privato investirà per la realizzazione del progetto, e che il Comune risarcirà con canone annuale fisso per venti anni. Questo permette maggiore programmazione e sostenibilità finanziaria», ha aggiunto Robaldo. Non si ha ancora la certezza sulla data dell’inaugurazione della nuova sede dei Licei di Piazza, ma verrà stimata alla presentazione del progetto.

*studentessa del terzo anno al Liceo Classico “Vasco-Beccaria-Govone”, impegnata in attività di PCTO (alternanza scuola lavoro) presso la redazione de L’Unione Monregalese (tutor Emanuele Lubatti)

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