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Il dramma di Beinette, il marito era già stato seguito dai Servizi psichiatrici

Casa Omicidio Beinette
Il giorno dopo il dramma, il paese di Beinette si interroga. Su ciò che è accaduto, ma soprattutto sul come e sul perché. Oggi si apprende che per Ernesto Bellino, l'uomo di 75 anni che ieri mattina, venerdì 28 giugno, ha ucciso la moglie Maria Orlando, in passato risultano accessi ai Servizi psichiatrici del sistema sanitario.  Chi conosce la famiglia dice che il suo stato d'animo era sempre più evidente. Lei, 79 anni, era malata di Alzheimer. Era seguita anche da una badante, ma era principalmente lui ad accudirla. L'ha strangolata nella loro casa, a Beinette. Poi ha chiamato i Carabinieri e ha confessato tutto: "L'ho uccisa, non ce la facevo più", sarebbero state le sue parole. Il corpo di Maria era in casa, strangolato. Ora Bellino è agli arresti, in carcere a Cuneo. Sarebbero pochissimi, ormai, i punti ancora da chiarire dietro il fatto. Un dramma che si consuma in un contesto purtroppo sempre meno raro. Maria proveniva dal Sud Italia, era sposata dal '71 e con il marito aveva anche vissuto per un po' in Sicilia nell'Agrigentino. In paese, negli ultimi mesi, si vedeva meno. Quando succedeva era sempre accompagnata dalla badante. Le sue condizioni avrebbero potuto comportare il suo trasferimento in una casa di cura. Chissà quale molla, terribile e disperata, è scattata nella testa di lui. Ai Carabinieri ha confessato fin da quando li ha chiamati. Un contesto che accende tanti fari sul contesto sociale: sulla solitudine di chi soffre, sull'assistenza, su un dolore che diventa omicidio prima che qualcuno riesca a coglierlo, intercettarlo, placarlo. La casa in cui vivevano si trova in via Josina. Tutto lì è rimasto come sempre: l'orto ben curato sul retro, i manici di scopa sull'uscio. Niente per l'appunto farebbe pensare a ciò che si è consumato. «Una famiglia normale, non abbiamo altro modo di descriverli», è il commento dei vicini di casa. «Li conoscevo: lui era un mio coscritto. La moglie ultimamente usciva sempre più di rado dalla casa. Non ho parole». La notizia, in paese, si è diffusa solo a partire dalla tarda mattina, quando si sono viste arrivare le auto dei Carabinieri. Tanta l'incredulità, tanti i pensieri rivolti alla famiglia e a Maria, vittima di una dramma della disperazione. La salma è stata trasferita nella camera mortuaria del cimitero di Cuneo, a disposizione per l'autopsia.    
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