Terza sera della Novena, sabato, con l’avvio del tema “Maria modello di virtù” che ha visto la presenza di don Beppe Panero rettore del Santuario di Fontanelle di Boves, a condividere preziose riflessioni sulla virtù teologale della fede. Alla serata in Basilica erano invitati in modo particolare i fedeli della Zona pastorale “Langhe e Pianura”. Da segnalare il percorso a piedi, durato alcune ore, di un gruppo di carrucesi e roccabaldesi fino a Vicoforte.
Per approfondire la dimensione decisiva della fede, don Beppe Panero ha ricordato come l’affidarsi sia indispensabile per vivere, per cui l’attitudine alla fede appartiene all’umanità. “Fa parte della vita di ogni uomo. Pensiamo ai bambini che senza il fidarsi di papà e mamma non possono vivere. Nella Bibbia non troviamo la parola ateismo, troviamo l’affidarsi a Dio oppure, purtroppo, agli idoli. Ma sempre un affidarsi – ha ricordato don Beppe Panero – cogliendo nella fede di Abramo una sorta di roccia su sui si edificano le esperienze religiose dei credenti. Abramo è stato cercato da Dio e lui si è reso disponibile all’ascolto, al cambiamento, all’inedito. Abramo si fida di quella Parola, e parte. Solo camminando, anche a piccoli passi, si danno gambe alla fede. E poi qui si è chiamati a riascoltare la ‘Beatitudine della fede’ per Maria. ‘Beata Colei che ha creduto’. Ed è per noi un messaggio forte perché Maria ha vissuto di fede, una fede che pone domande a Dio con coraggio, una fede in cui Maria vuole capire meglio e di più. Ed oggi noi abbiamo da nutrire la fede di domande, avendo la pazienza e la voglia di cercare risposte, senza voltarci altrove. La fede in Maria ha portato a quel ‘sì’ all’Angelo che ha rivoluzionato la storia, un sì anche sofferto, un sì che l’ha vista attraversare gli eventi credendoci, un sì che oggi per ciascuno – come diceva il card. Martini –, è come una scalata in parete, attaccati alla roccia, fidandosi. E pure un sì come una candela accesa nella notte, da cui essere illuminati per i passi di ogni giorno, evitando ogni arroganza”.