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Fiera di Primavera: cosa ha funzionato, e cosa no (almeno secondo noi)

Un bilancio dopo due giorni di Fiera.

Fiera di Primavera: cosa ha funzionato, e cosa no (almeno secondo noi)

Palloncini colorati, mascotte di fiori da abbracciare e un cagnone pelosissimo con cui scattare foto e divertirsi. Bella Fiera, quella di quest’anno. Non solo perché il meteo, pur non splendido, ha risparmiato gran parte dell’evento (peggiorando solo domenica pomeriggio). Ma soprattutto perché una delle manifestazioni più statiche della città, grazie a qualche piccolo accorgimento e a nuovi appuntamenti inseriti dal Comune, ha saputo rinnovarsi. Ed era la 59esima edizione: l’anno prossimo si fa 60, e potrebbe arrivare qualche novità davvero grossa.

Ha funzionato…
La nuova disposizione dei banchi. Bella l’idea di spostare la parte di prodotti contadini in corso Statuto: più stimolante per chi passeggia, più caratterizzante per l’evento.
L’area floreale. In piazza Cesare Battisti, una cosa un po’ diversa che spezzava il ritmo delle bancarelle commerciali.
Il centro storico coi negozi aperti. Nulla da dire: le vie centrali erano sempre affollate, e la scelta ha chiaramente ripagato.
I vecchi giochi in via Beccaria. Puzzle di legno e tavoli in cui lanciare biglie o anelli, grazie alla presenza di “Macramè”. Il divertimento negli occhi dei bimbi era qualcosa che faceva bene al cuore vedere. Cosa che fa riflettere: chi sostiene che i bambini di oggi sappiano giocare solo con o smartphone, ha mai provato a mettere loro in mano una racchetta e una palla?
Le Fattorie didattiche. Uno degli angoli più apprezzati, soprattutto dai bambini (ma non solo): a tratti c’era una vera e propria calca per porgere la biada agli asinelli. E la nascita di due caprette “in diretta” è stata la ciliegina sulla torta.
Gli eventi culturali. La cornice era volutamente per un pubblico ristretto (l’ex chiesa di Santo Stefano), ma il panel era davvero interessante. Bellissimo l’incontro con Luca Mercalli.

Non ha funzionato…
I divieti e controlli. A parte la tardività dell’annuncio sui divieti (appena il giorno prima), le regole non erano affatto chiare (borse sì o borse no? Grandi quanto? E i cani, al guinzaglio o museruola?). E soprattutto non si capisce perché ad alcuni varchi controllavano anche gli zainetti, in altri neppure i borsoni.
Gli eventi musicali. Lo show dei Castadiva è stato ufficialmente spostato a causa del meteo, ma almeno ha consentito alla band di suonare su una piazza piena in ora pranzo. Un peccato invece vedere Cecilia, star dell’arpa, esibirsi davanti a 40 persone. Il pubblico forse va ancora abituato a concerti di questo livello.
Piazza Santa Maria Maggiore. Nonostante la bella area bimbi, l’affluenza in quest’angolo “al limite della Fiera” è stata molto scarsa.

Fiera di Primavera: cosa ha funzionato, e cosa no (almeno secondo noi)
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