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Da Mondovì a Santiago: «200 i km a piedi, miliardi le stelle nel cielo» - DIARIO DI VIAGGIO, parte 3

Un estratto del racconto dei giovani che hanno camminato per dieci giorni - terza parte. A cura di Rachele Basso

Da Mondovì a Santiago: «200 i km a piedi, miliardi le stelle nel cielo» - DIARIO DI VIAGGIO, parte 3

«200 i km a piedi, miliardi le stelle nel cielo, 41.667 i passi in un giorno, 25 i gradi di temperatura media, 10 i giorni di cammino, 2 i tuoi piedi, 1 sola la tua scelta di esserci».

Recitava così il volantino della proposta estiva della Pastorale Giovanile di Mondovì per i giovani: dieci giorni di cammino, con meta Santiago, insieme ai giovani della diocesi di Cuneo. Dodici giovani, insieme a Don Federico Pucci hanno scelto di esserci, e questo è il racconto di questa scelta, del viaggio e dei km che abbiamo affrontato.

Da Muros a Serra de Outes.
Oggi abbiamo camminato praticamente tutta la mattina, e il cammino inizia a insegnarci molte cose su noi stessi: per prima cosa, quali sono i nostri limiti. Per quanto può essere difficile, a volte sei costretto ad ammettere che non puoi farcela, non da solo, e ti serve l’aiuto degli altri. Hai bisogno di qualcuno che ti porti lo zaino, di chi ti sostiene lungo la strada, di chi ti aspetta e rallenta il passo per non lasciarti solo, di tutti quelli che si preoccupano per te. Ti insegna che i grazie che diciamo ogni sera durante la preghiera sono più veri là dove sperimenti un momento di bisogno assoluto. Il paesaggio che ci accompagna è sempre bellissimo, tra le insenature con i porti e i boschi che attraversiamo, nonostante i rovi (molti rovi), e i bivi sbagliati che allungano la strada. Sono belli i paesini che attraversiamo, i giardini, le persone che sulla porta di casa salutano e si preoccupano dei nostri visi stanchi. Tutti i km di oggi li abbiamo fatti in una tappa sola, e alla fine fermarsi a mangiare sotto un portico all’ombra è stato un vero sollievo. Nella palestra dove dormiamo, a Serra de Outes, celebriamo la nostra messa di questa domenica, seduti tutti insieme nel prato e cantando la canzone che ci accompagna ormai ogni giorno, ripetendo le parole che ci guidano in questo cammino: canta, e cammina.
Km percorsi: 25 di nuovo, senza contare i bivi sbagliati.

Da Serra de Outes a Noia.
Rimettersi in cammino ogni mattina vuol dire anche superare le difficoltà, la stanchezza e lo sconforto – dopo l’ennesima notte passata a dormire poco, tra freddo e male alle gambe. Probabilmente se fossi stata da sola mi sarei arresa a metà del secondo giorno, e invece insieme si riesce ad affrontare qualsiasi cosa, anche le docce gelide dopo una lunga giornata di cammino, la stanchezza, il male diffuso. Qua impari quali siano le cose essenziali, oltre al fatto che si può vivere dieci giorni con il minimo indispensabile, lavando magliette e calzini ogni sera. La cosa principale è non essere soli.
Noi non lo siamo mai, perché c’è chi ci ama sempre, nonostante i nostri limiti e i nostri difetti. Perché ci sono gli altri, chi nel pezzo più faticoso della giornata ti raggiunge quando ormai sei rimasto indietro, soffre con te e canta canzoni che ti ridanno subito coraggio. Ci sono state strade in salita che affrontare da soli era impensabile.
Camminiamo tutto il mattino per arrivare a Noia, e una volta raggiunto il palazzetto che ci ospita per la notte (stavolta davvero bello, con tanto di tappetini che sono stati il nostro secondo materasso) il pomeriggio c’è un lungo momento di silenzio e di spazio personale, con alla fine la possibilità di confessarsi.
Km percorsi: almeno 18, tutti al mattino.

a cura di Rachele Basso (continua)

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