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Clima di fiducia tra le imprese del cuneese per il terzo trimestre 2018

Il Centro Studi di Confindustria Cuneo ha reso note le previsioni delle imprese. L’export trascina il manifatturiero. Per la prima volta dal 2013 qualche segnale positivo dall’edilizia

Clima di fiducia tra le imprese del cuneese per il terzo trimestre 2018

Il rafforzamento del clima di fiducia delle imprese cuneesi emerso a marzo si attenua nelle attese per il terzo trimestre 2018. Permane una sostanziale positività delle valutazioni delle aziende su tutti gli indicatori, eccezion fatta per il livello di redditività. Questo quanto emerge dai dati dell’indagine congiunturale di previsione realizzata da Confindustria Cuneo a giugno, su un campione di quasi 300 imprese associate, diffusi oggi – venerdì 20 luglio, ndr – nel corso della consueta conferenza stampa. Nel manifatturiero il rapporto evidenzia un generale ridimensionamento di quasi tutti gli indicatori. Le aspettative sulla produzione, pur positive, perdono vigore e cedono quasi 9 punti percentuali rispetto alla passata analisi. Stesso trend per gli ordinativi totali, mentre è più contenuto il calo sull’occupazione. Scende ancora la previsione di ricorso alla Cig e si mantiene su livelli elevati il tasso di utilizzo impianti. Sono sempre metalmeccanica e alimentare, a livello settoriale, ad esprimere le attese più favorevoli. Da monitorare l’edilizia che, per la prima volta in 5 anni, mostra indicazioni positive su produzione e occupazione. Nei servizi il saldo ottimisti-pessimisti delle imprese permane su livelli positivi. A margine della presentazione dei dati sono state illustrate la posizione di Confindustria Cuneo e le iniziative messe in campo per supportare le aziende in merito al Decreto Dignità.
“Dopo un secondo trimestre davvero ottimo, con indicatori in ascesa, anche a doppia cifra, rispetto all’inizio dell’anno, registriamo ora un piccolo passo indietro – hanno spiegato il presidente Mauro Gola e il direttore Giuliana Cirio -. Il 2018 continua ad essere un anno positivo, ma si avverte un ritmo di crescita in rallentamento nell’Area Euro che coinvolge anche l’Italia. Pesa l’incertezza sulla concreta implementazione delle linee di politica economica annunciate dal Governo, ma al momento la crescita del Pil all’1,2% per il 2018 resta confermata dai principali istituti di ricerca. Anche in Piemonte si registra un indebolimento del clima di fiducia, sia delle imprese manifatturiere che dei servizi. Nella Granda, a trainare le performance delle imprese è di nuovo l’export, il cui saldo sale al +9% recuperando oltre due punti percentuali rispetto a marzo”.
Nel dettaglio, le imprese del manifatturiero danno pareri favorevoli su livelli produttivi, ordini e occupazione sebbene più cauti rispetto al trimestre precedente. Le attese sulla produzione passano da +20,8% a +12%, da 19,8% a 10,3% sugli ordinativi totali; da +12,3% a +9,2% l’occupazione. In consolidamento il sentiment sull’export che da +6,7% sale a +9%. Oltre un quinto delle imprese esportatrici ritiene che le vendite oltre confine cresceranno nel corso del terzo trimestre. Supera quota 75% il tasso di utilizzo degli impianti. Tornano negative, invece, le condizioni di redditività (da +1,9% a -1,1%), mentre cala il ricorso alla Cig che interessa ora il 3,9% delle aziende (era il 7,1% nel secondo trimestre, il 12,6% a inizio anno), percentuale ritenuta fisiologica. Buono il trend degli investimenti, in consolidamento, come attesta la percentuale di imprese con programmi di investimento significativi (+28% a fronte del 25,8% dello scorso trimestre). Migliora la composizione del carnet ordini dove la quota di chi ha ordinativi per meno di un mese scende al 16,4%. Calano i tempi di pagamento (80 giorni in media, 84 giorni per le transazioni con la PA). L’analisi settoriale affidata ad Elena Angaramo, responsabile del Centro Studi di Confindustria Cuneo, ha messo in luce come siano soprattutto le imprese alimentari ad esprimere le attese più favorevoli, complice anche la stagionalità di alcune produzioni. Clima di fiducia positivo anche per il comparto metalmeccanico e la chimica e gomma-plastica sebbene le incertezze legate ai fattori internazionali condizionino le attese; l’edilizia è da monitorare con attenzione: per la prima volta dal 2013 registra attese positive su produzione (dal -4,8% al +5,9%) e occupazione (dal -9,5% al +5,9%), ma è presto per parlare di ripresa. Più caute rispetto al trimestre scorso, ma ottimiste, anche le imprese dei servizi. A livello settoriale le aspettative più positive provengono dal terziario innovativo, dai trasporti e logistica e dal comparto utilities. Interessante, infine, il quadro fornito dalle aziende sugli investimenti in tecnologie 4.0: quasi un terzo (30,1%) delle intervistate ha effettuato investimenti in quest’ambito. La percentuale sale al 33% tra le imprese del manifatturiero, mentre è pari al 23,3% nei servizi. Il 78,6% di quelle che hanno effettuato gli investimenti ha dichiarato che li avrebbe compiuti anche senza incentivi. Spazio, infine, al focus sul Decreto Dignità, il provvedimento che nelle intenzioni del Governo dovrebbe porre un argine alla diffusa precarietà nel mondo del lavoro. Un condizionale d’obbligo, come spiega il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola: “Il nostro non è un giudizio sul Governo né sugli obiettivi che hanno portato all’emanazione del Decreto Dignità, non condividiamo, però, i contenuti del provvedimento e temiamo gli effetti che produrrà sull’economia. Non c’era, di fatto, urgenza di intervenire sulle attuali regole che disciplinano i contratti a termine, la somministrazione e l’indennità di licenziamento. E lo confermano i dati: il nostro Paese ha un’incidenza del lavoro temporaneo (16,4% del totale dell’occupazione dipendente) in linea con la media europea e il tasso di transizione a 12 mesi da contratti a termine a contratti a tempo indeterminato, pari a circa il 20%, è in linea con il dato medio dei paesi dell’Eurozona.
Negli ultimi trimestri le nostre rilevazioni congiunturali hanno visto previsioni favorevoli sull’occupazione. A partire dal prossimo trimestre, attraverso la lettura delle attese delle nostre imprese, potremo vedere i primi effetti di questi provvedimenti che avranno, temiamo, un effetto tutt’altro che espansivo. È indubbio che quando cresce l’incertezza del quadro normativo sul mercato del lavoro, “prudenza” divenga la parola d’ordine”.

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